22 Marzo 2014

«Continueremo a multare come prima»

«Continueremo a multare come prima»

«Una risposta a un’ interrogazione non è una legge, e non lo sono i pareri. Finchè non vedo un atto del ministro, o una circolare esplicativa precisa, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto». Federica Franzoso, comandante della polizia municipale di Ca’ Sugana, resta immune alla bufera scatenata dal ministro Lupi prima, e poi del suo sottosegretario, sia in interviste che nelle risposte ufficiali in Parlamento: sarebbero «illegittimità» le multe comminate a chi sfora l’ orario nei parcheggi a pagamento dopo aver pagato. Proprio ieri a Padova, Lupi ha ribadito la sua linea «soft»…. Ma a Treviso, finché non ci sarà una norma scritta, si applicherà ancora quanto prevede l’ articolo 7 del codice della Strada. Linea in perfetta sintonia con quella di altre città venete, a cominciare dalla Patreve, su sicurezza e ordine pubblico salita alla ribalta nazionale. Gli automobilisti trevigiani che non pagheranno il dovuto, dunque, si vedranno ancora comminare la sanzione da 25 euro. Linea che il ministero dell’ Interno, in passato, aveva riaffermato più volte; pagare meno del dovuto viola il codice della Strada, e come tale va punito. Perché allora questa novità? È il ministero dei Trasporti, prima con lo stesso Lupi e giovedì con il sottosegretario Del Basso De Caro, a confiugurare invece, nel pagamento insufficiente con i sistemi di gratta e parcheggia o con i parchimetri, una più lieve «inadempienza contrattuale»: e dunque l’ automobilista, secondo questa linea, deve pagare solo la differenza fra tariffa pagata e giusta somma da versare. Ma non la multa. E il ministero dei Trasporti sostiene che il ministero dell’ Interno, oggi retto da Alfano, si sarebbe sintonizzato sulla interpretazione più favorevole all’ automobilista sin dal 2010. Domanda: perchè allora nessuno ha detto nulla sin qui? È chi ha ragione? In attesa che il governo, visto che si tratta di ministeri diversi, decida una linea univoca, i Comuni sono alla finestra. E in apprensione, comunque, perchè il rischio è quello di una pioggia di ricorsi, se non di un diffuso contenzioso. E intanto, chi impedisce ora a qualsiasi automobilista di parcheggiare, pagare il minimo tariffario, e saldare la differenza solo nel caso in cui venga scoperto? A Treviso la comandante Franzoso ribadisce che in assenza di nuovi atti legislativi chiari ed esplicti, la linea dei vigili sarà dura: «Multeremo come abbiamo sempre fatto », insiste, «a farci cambiare idea può essere solo un atto ufficiale». A Treviso, sono circa 550 l’ anno, (nemmeno di 2 al giorno), le multe staccate per pagamento insufficiente della tariffa. E sinora non si è mai assistito a ricorsi dei multati. Ma adesso potrebbe innescarsi un meccanismo diverso. Anche se, va detto, non sono d’ accordo nemmeno le associazoni dei consumatori. Il Codacons invitava i cittadini a fare ricorso? L’ Aduc invita alla prudenza: «I pareri non sono vincolanti e non hanno valore di legge», ammonisce l’ associazione, «la linea del ministero dei Trasporti è solo un altro tassello in una vicenda che attende chiarezza definitiva». Malignamente, l’ Aduc ipotizza che fare chiarezza «impedirebbe a molti comuni di fare cassa», ricordando anche che ricorrere costa al cittadino 37 euro di imposta, e la compilazione e l’ invio del ricorso, semprechè sia fatto in autonomia e senza un consulente. E infine l’ udienza… ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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