10 Aprile 2019

Continua la ripresa della produzione industriale italiana

Continua la ripresa della produzione industriale italiana, ma è presto per cantare vittoria. A febbraio l’ indice ha registrato un incremento dello 0,8% rispetto al mese precedente mentre, corretto per gli effetti di calendario, è aumentato in termini tendenziali dello 0,9% (i giorni lavorativi sono stati 20, come a febbraio 2018). L’ incremento è più ampio se si considerano le sole attività manifatturiere (+1,3%). E’ quanto ha reso noto stamani l’ Istat rilevando che nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello destagionalizzato della produzione è diminuito dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. La produzione industriale ha, dunque, segnato la seconda variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi consecutivi di cali che avevano contraddistinto la parte finale del 2018. Nonostante questo andamento positivo, ha però osservato l’ Istituto di statistica, la variazione congiunturale degli ultimi tre mesi continua a evidenziare un segno negativo, seppur di entità notevolmente ridotta. Comunque, il confronto tendenziale tra i dati corretti per gli effetti di calendario è tornato a mostrare una modesta dinamica espansiva, la prima dal mese di ottobre 2018, sostenuta principalmente dal buon risultato ottenuto dai beni di consumo e, in misura inferiore, dai beni strumentali. Tornando ai dati di febbraio, gli indici corretti per gli effetti di calendario hanno mostrato un aumento tendenziale accentuato per i beni di consumo (+4,7%) e più lieve per i beni strumentali (+1,5%); è diminuita in modo marcato l’ energia (-4,1%), mentre è stato più moderato il calo dei beni intermedi (-1,1%). I settori di attività economica che hanno registrato le variazioni tendenziali positive più rilevanti sono stati le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+11,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,3%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,4%). Viceversa, le flessioni più ampie si sono viste nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,9%), nell’ industria del legno, della carta e stampa (-5,4%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-2,8%). “Buona giornata amici. Al lavoro stamattina su programmi antimafia, antidroga e antiscafisti. Leggo finalmente buone notizie, l’ industria italiana rialza la testa: produzione in crescita, +0,8% a febbraio rispetto a gennaio e +0,9% rispetto al 2018. Molto bene”, ha commentato su Facebook Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’ Interno. Ma per il Codacons è ancora presto per cantare vittoria e occorrerà verificare se il trend positivo proseguirà anche nei prossimi mesi. “Si tratta senza dubbio di numeri incoraggianti e che fanno ben sperare, specie con riferimento ai beni di consumo che segnano la crescita più elevata dal 2017, ma tali dati non bastano a cantare vittoria e non determinano la fine della crisi per l’ industria italiana”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. Infatti, “la forte riduzione della produzione industriale registrata negli ultimi mesi porta il saldo trimestrale a essere ancora negativo, con un calo dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti”. Sarà, quindi, necessario attendere i prossimi mesi per verificare se l’ industria riuscirà a uscire definitivamente dal pantano e in tal senso “i consumi delle famiglie giocheranno un ruolo primario influendo in modo determinante su tutti gli indicatori economici”, ha concluso Rienzi.

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