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4 Luglio 2019

Continua la guerra al Tar Il 17 altra udienza a Roma

il codacons contro arcelormittal: «ha vinto solo una battaglia»
Appuntamento al 17 luglio per una guerra di carte bollate contro ArcelorMittal che non finisce. Il Codacons, a pochi giorni dal pronunciamento del Consiglio di Stato che sostanzialmente ha visto soccombere la linea dell’ associazione, torna sulla vicenda e non si dà per vinto. «ArcelorMittal ha vinto solo una battaglia ma non la guerra e la questione della tutela della salute degli abitanti di Taranto verrà affrontata il prossimo 17 luglio dinanzi al Tar del Lazio» ha annunciato il presidente Carlo Rienzi dopo il rigetto del ricorso straordinario per l’ annullamento del Dpcm di settembre 2017 sul piano ambientale. Si prospetta allora un’ altra sfida nelle aule dei tribunali poiché tra tredici giorni sarà la prima sezione del Tar a decidere in via cautelare sull’ istanza presentata questa volta per ottenere l’ annullamento del provvedimento con cui il governo ha confermato la procedura di vendita dell’ Ilva ad Arcelormittal. «Nonostante tutte le critiche mosse dall’ Anac, il cambiamento delle regole in corso di gara e la mancanza totale di concorrenza che poteva portare a offerte migliorative sia sul piano ambientale che produttivo – ha argomentato Rienzi – il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, dopo aver avviato un procedimento in autotutela, ha deciso di confermare la vendita dell’ azienda. Un provvedimento assurdo su cui ora si pronuncerà il tribunale amministrativo». E se l’ associazione non demorde annunciando un altro iter giudiziario, Lina Ambrogi Melle – promotrice e prima firmataria sia di un ricorso collettivo alla Cedu contro lo Stato italiano sia di un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per la questione Ilva – specifica alcune correlazioni ipotizzando scenari per il futuro di ArcelorMittal. «Nell’ addendum al contratto di vendita ad ArcelorMittal è previsto che l’ eventuale accoglimento della sospensiva sul Dpcm del 29 settembre 2017, come richiesto nel ricorso straordinario al presidente della Repubblica, è causa di scioglimento del contratto di vendita». L’ ex consigliere comunale si rivolge anche al governo chiedendo risposte per adempiere alla sentenza della Corte dei diritti dell’ Uomo che un giudizio chiaro e circostanziato l’ ha già emesso. Certificando, cioè, in relazione alla salute e all’ ambiente violazioni degli articoli 8 e 13 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’ uomo e delle libertà fondamentali. Proprio per questo, l’ avvocato Andrea Saccucci che ha rappresentato Ambrogi Melle sia a Strasburgo, sia nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ha richiesto al governo di partecipare al tavolo di confronto dei prossimi giorni assieme ai rappresentanti del ministero degli Affari Esteri e della presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto autorità responsabili per l’ esecuzione della sentenza della Corte europea. Infatti i temi che saranno oggetto di discussione nel corso di tale incontro e le eventuali successive determinazioni che saranno assunte all’ esito dello stesso sono suscettibili di incidere sulla corretta esecuzione della sentenza della Corte europea. La sentenza della Corte europea è divenuta definitiva il 24 giugno 2019. «A partire da tale data, il governo italiano ha l’ obbligo di conformarsi alla sentenza della Corte – ha proseguito Ambrogi Melle – obbligo che esige altresì l’ adozione, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, delle misure di carattere generale necessarie a porre fine alla violazione constatata dalla Corte ed a rimuoverne per quanto possibile le conseguenze». Per tutti questi motivi, infine, gli avvocati dello studio Saccucci si interfacceranno con il Comitato dei ministri con memorie relative a quello che il governo italiano sta facendo per attuare la sentenza della Corte dei diritti dell’ uomo. A.Pig.

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