7 Novembre 2020

Continua la girandola di nomine

granato (m5s): «che strane le priorità di spirlì vista la situazione»
COSENZA – Mentre la Calabria “reale” è disperata da una situazione dalla quale non si vede via d’ uscita, dalle parti della Cittadella continuano a consumarsi atti ai confini della realtà. Non solo annunci di ricorsi giuridici dagli esiti e tempi imprevedibili, ma anche nuove convocazioni di sedute a filo del regolamento e anche esse non si capisce bene con quali obiettivi concreti. Ma soprattutto si continuano a fare nomine. Il presidente f. f. Nino Spirlì ha rimodulato il suo staff aggiungendovi alcuni elementi che prima facevano parte della squadra della Santelli. Il presidente del consiglio, Mimmo Tallini, si è invece nominato un “comitato speciale ex articolo unico della legge regionale 13 del 1999”. Le nomine, per la verità, risalgono allo scorso settembre ma sono stati pubblicati sul Burc del 5 novembre. Hanno messo mano ai loro staff anche i consiglieri De Caprio (Fi), Billari (Dp), Guccione (Pd) e svariate nomine come co.co.co. per i vari gruppi consiliari. «Con scarso senso etico e mancanza di rispetto nei confronti dei calabresi, mes si in ginocchio da una emergenza sanitaria diventata da subito crisi economica, ritiene prioritario procedere alle nomine della sua struttura speciale». Non usa mezze misure la senatrice Bianca Laura Granato (M5s), nel criticare il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, per le nomine effettuate in piena emergenza Covid. «c’ è poco da stare allegri davanti a quello che è uno dei primi atti del presidente facente funzione della Regione Calabria, il signor Nino Spirlì. Con il lutto nel cuore per la scomparsa dell’ ami ca Jole Santelli, si butta a capofitto nella nuova funzione dando priorità agli onori, più che agli oneri. Ritiene prioritario procedere alle nomine della sua struttura speciale piuttosto che premere l’ acceleratore, ad esempio, sulla realizzazione di 136 posti di terapia intensiva e 134 di sub -intensiva, e recuperare il ritardo accumulato nell’ estate dei frizzi e dei lazzi tra discoteche open bar e le vacanze pagate a Muccino e company».Infine, Granato chiede retoricamente a Spirlì se «era eticamente opportuno procedere in questa direzione, mentre centinaia di partite iva sono costrette ad abbassare le serrande e a pregare in un veloce ristoro dello Stato. «Se questo governo regionale fosse stato altrettanto veloce nello spendere i soldi messia disposizione dal Governo – parliamo di 86 milioni di euro – per assumere medici e infermieri, per creare posti di terapia intensiva, realizzare il centro covid regionale e i covid hotel, oggi la Calabria non sarebbe Zona Rossa».Fortemente critico anche il Codacons, che annuncia un esposto alla Corte del Conti e sottolinea in una nota che «mentre i calabresi sono costretti a rimanere in casa e le imprese soffocano per i provvedimenti restrittivi, figli di una sanità in ginocchio, la politica locale si affretta per dispensare incarichi ad amici e parenti, prima dello scioglimento del consiglio regionale».

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