CONTI PUBBLICI: CORO NO A MINIPEDAGGIO PER GRANDI OPERE
-
fonte:
- Ansa
LE CAMERE DI COMMERCIO, ANCORA DA FINANZIARE 80% LEGGE OBIETTIVO
(ANSA) – ROMA, 7 giu – Un euro in più per finanziare le
grandi opere dal casello autostradale. All`idea lanciata dal
ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, che propone di
superare così il buco nei conti pubblici per i fondi destinati
alle infrastrutture, sindacati e consumatori fanno muro. Già
oggi – ricordano – i pedaggi autostradali aumentano più dell`
inflazione, e non si può far ricadere sugli automobilisti il
peso degli investimenti non fatti.
Il `mini-pedaggio`, una `tassa` in più rispetto alla tariffa
stabilita, servirebbe nelle intenzioni di di Pietro a non
chiudere i cantieri delle grandi opere e portare a termine i
progetti previsti dalla legge obiettivo. Lavori, questi, per i
quali – secondo Unioncamere – manca ancora l`80% dei
finanziamenti necessari ad avviarle.
Proprio oggi le Camere di commercio hanno infatti lanciato un
ennesimo allarme sullo scarso stato di avanzamento del progetto
di infrastrutturazione del Paese e sul drastico abbattimento
degli investimenti nel comparto. Dopo essere cresciuti
costantemente negli ultimi dieci anni, gli investimenti nelle
infrastrutture si sono di colpo arrestati tanto che, affermano,
nel 2005 la crescita è stata a livello dello `zero virgola`,
mentre negli ultimi cinque anni aveva totalizzato un +39%. Non
solo: Unioncamere rileva che per il programma delle grandi opere
della Legge Obiettivo, “a fronte di un costo complessivo che si
aggira sui 267 miliardi di euro, solo opere per 68,6 miliardi
sono state approvate dal Cipe e per queste le risorse
disponibili sono poco meno della metà del fabbisogno, circa 32
miliardi. Ciò significa che il piano della Legge Obiettivo è
ancora da finanziare per oltre l`80% del totalé“. Senza
considerare che “oltre il 70% delle opere approvate dal Cipe
prevede di chiudere i lavori dopo il 2010“.
La proposta di Di Pietro non cade quindi nel vuoto e ad
apprezzarla è il presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi. “E`
un`idea ottima“, ha detto il responsabile della società che
gestisce la rete viaria nazionale, ricordando di aver già
tentato in passato di far passare una proposta simile – non
ultimo il pedaggio per il Gran raccordo Anulare di Roma – che
“poi non ebbe seguito“. Per Pozzi, tuttavia, la proposta
potrebbe concretizzarsi “in un incremento minimo dei pedaggi
sull`attuale rete autostradale per raccogliere risorse per
destinare all`Anas“.
Levata di scudi, invece, da consumatori e sindacati. “Se
passasse il principio bisognerebbe fare pagar a chi usa il
rubinetto un euro per ripulire le sorgenti dell`acqua inquinata,
a chi viaggia in treno un euro per costruire la Tav e ripulire
le carrozze“, ironizza il Codacons, che esprime “enorme
preoccupazione per la imprevedibile proposta del ministro“.
“Il principio è assurdo e incostituzionale – sostiene
l`associazione – poiché carica su chi utilizza una struttura
viaria l`onere di costruzione di ponti e viadotti che potrebbe
non utilizzare per tutta la vita, e perché mira ad introdurre
una imposta indiretta con destinazione obbligata“. Contraria
anche la Cgil che propone invece di utilizzare a questo scopo i
profitti di Autostrade: “negli ultimi cinque anni le tariffe
autostradali sono aumentate del 11,5%, con un aumento dei ricavi
del 7% annuo. Solo negli ultimi due anni gli utili straordinari
sono stati rispettivamente di 735 e 804 milioni di euro. A
fronte di questi, però, gli investimenti non sono stati
realizzati e tutto questo è stato possibile anche per l`assenza
di controllo da parte dell`Anas“, sottolinea il segretario
nazionale della federazione trasporti, Roberto Martelli.
“Un simile provvedimento costituisce un doppio aggravio per i
cittadini: diretto, con un maggior prelievo al casello e,
indiretto, attraverso l`aumento dei costi di distribuzione per
le imprese, costrette di conseguenza ad aumentare i prezzi dei
beni venduti sul mercato“, nota anche il segretario confederale
dell`Ugl, Paolo Segarelli. “Se queste sono le premesse il
governo farebbe meglio a revocare le concessioni per ritornare
sotto `l`ombrellò pubblico. Almeno i cittadini saprebbero
perché devono pagare“, commenta infine l`Unione dei sindacati
autonomi europei. (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: anas, Antonio Di Pietro, automobilisti, autostrade, casello, Ferrovie, pedaggi
