Conti di Natale positivi spese per dieci miliardi
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
la metà in regali, bene l’ alimentare e anche l’ arte del riciclo
Le famiglie italiane hanno scartato sotto l’ albero regali di Natale per un valore stimabile in circa 4,6 miliardi tra grandi e piccini. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixè dalla quale si evidenzia che solo un Italiano su cinque (18%) non ha fatto regali. «Si è concluso un rito che ha visto il 42% delle famiglie stanziare un budget sotto i 100 euro, il 40% tra i 100 e i 300 euro e il resto un importo superiore, tra i quali un fortunato 2% che supera i mille euro. Abbigliamento e accessori, prodotti alimentari e giocattoli salgono nell’ ordine – spiega la Coldiretti – sul podio dei regali più gettonati insieme a libri e musica, articoli per la casa e tecnologia. Si conferma anche quest’ anno una spinta verso regali utili e all’ interno della fa miglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’ enogastronomia per l’ affer marsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio». Più di un italiano su tre sarà pronto a riciclare i regali scartati sotto l’ albero. Saranno infatti 20 milioni quelli che faranno girare i regali ricevuti, lo scorso anno erano poco più di 18 milioni. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro Studi di Confcooperative, secondo cui il risparmio per i «riciclatori» sarà di 3.1 mld. Il riciclo ha forme e modalità diverse. Tre quelle principali: 5 su 10 quanti ricicleranno in forma diretta regalando ad altri i doni ricevuti (69% donne e 31% uomini); 3 su 10 quanti scambieranno i doni in buoni da spendere nei negozi di acquisto (62% donne – 38% uomini), infine, 2 su 10 proveranno a rivendere i regali sui canali online. L’ identikit vede 9 «riciclatori» online su 10 under 30. Tra i regali più riciclati: in pole position i generi alimentari con il 40% (vino, spumante e dolci, tra questi, in primis, panettone, pandoro e torrone); con il 24% il vestiario invernale (sciarpe, guanti e cappelli), il 23% smartbox e libri; chiudono al 13% addobbi natalizi e cosmetica. La spesa complessiva degli italiani per le festività di Natale ha raggiunto quota 10 miliardi di euro, con un importo procapite omnicomprensivo di regali, addobbi per la casa, alimentari, ecc. pari a 166 euro, in salita del +2% rispetto al 2016. Lo afferma il Coda cons, che diffonde i dati definitivi sui consumi natalizi. A trainare le spese di Natale sono stati gli alimentari, l’ elet tronica, l’ hi-tech e l’ e-commerce, settori che hanno registrato vendite in aumento fino al +10% rispetto allo scorso anno – spiega l’ associazione Per gli acquisti online è stato un vero e proprio boom, con 1 regalo su 3 scelto quest’ anno sul web, mentre si è ridotta del -3% la spesa per l’ albero di Natale e per gli addobbi per la casa. In crescita anche il settore viaggi, con un budget di spesa per chi parte in incremento del +7% rispetto al 2016. Non tutti i settori però hanno registrato numeri positivi: se ad esempio ha retto il comparto dei I DATI Nelle analisi di Coldiretti Codacon e Confcooperative la radiografia economica delle feste natalizie, dal cenone ai regali giocattoli, meno bene è andata per abbigliamento, calzature, accessori, arredamento, settori dove le vendite non sono decollate. «Per il Natale 2017 gli italiani hanno abbellito meno le proprie case ma hanno portato più cibo in tavola – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Hanno speso di più per i viaggi ma hanno tenuto sotto controllo la spesa per i regali; hanno riciclato presepe, albero e palline dello scorso anno ma hanno acquistato online il nuovo smartphone. Tuttavia la differenza di spesa rispetto al periodo pre -crisi è ancora molto elevata: nel 2007 “l’ effetto Natale” è stato pari a 18 miliardi di euro contro i 10 miliardi del 2017. Ciò significa che in 10 anni sono stati persi ben 8 miliardi di euro di consumi natalizi», conclude Rienzi.
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