15 Gennaio 2008

Conti dormienti, un aiuto per le vittime dei crac

Nascerà un fondo per risarcire privati e imprese
Risorse anche per stabilizzare i precari della Pa

Un “tesoretto“ fantasma si aggira negli sportelli bancari. Sono i conti correnti dormienti, ossia depositi inutilizzati per dieci anni che il Governo ha deciso di far confluire in un fondo per risarcire le vittime dei crac finanziari (Cirio, Parmalat e bond argentini) e per stabilizzare i precari della Pubblica amministrazione. L`ammontare è ancora impreciso. Le prime stime parlano di 10-15 miliardi di euro. COSA SONO Entro il 2008 sarà definito il regolamento del ministero dell`Economia, che fisserà l`operatività del fondo. Successivamente, come prevede il dpr 116/2007, potrà affluire il denaro di quei conti bancari che – per la durata di dieci anni – non mostrano neppure un movimento, un prelievo o un versamento. Secondo la legge bancaria, se nessuno reclama il conto, la banca non ha l`obbligo di cercare gli eredi per l`Italia e, di solito, trasferisce la cifra alla sede centrale dell`istituto, in attesa che qualcuno la rivendichi. L`AMMONTARE L`Abi, l`associazione bancaria italiana, afferma di non essere in grado di fornire alcun dato in proposito, ma esprime un giudizio positivo su un provvedimento “in linea con quanto avviene in altri Paesi“. L`unica cifra è quella delle associazioni dei consumatori, che parlano di una forchetta fra i 10 e i 15 miliardi di euro. I conti bancari in Italia sono oltre 40 milioni, si ipotizza che circa 500 mila siano quelli fermi da anni. I BENEFICIARI Il dpr 116/2007 prevede l`accesso al risarcimento dei risparmiatori che hanno subìto un danno per violazione delle norme di comportamento da parte delle banche o di altri intermediari. Ma non solo. Ƞanche necessario che si sia arrivati a una sentenza in giudicato o a un lodo arbitrale non impugnabile, che il danno non sia stato risarcito in tutto o in parte e che l`importo sia di almeno mille euro. Se tutte queste condizioni sono rispettate, è previsto un tetto di 100 mila euro per singolo risarcimento (da commisurare al danno). Quanto all`accesso al fondo, ci sono regole di priorità. Nell`ordine: le vittime di frodi, chi ha redditi lordi fino a 40 mila euro, chi ha subito danni fino a 50 mila euro e chi non ha avuto risarcimenti parziali. I TEMPI Il trasferimento dei conti dormienti non sarà automatico. Secondo il dpr 116/2007, banche, sim, società di gestione, Poste, assicurazioni dovranno informare, entro il 17 febbraio, il titolare del rapporto. Per evitare il transito del denaro al fondo, il risparmiatore dovrà effettuare un`operazione entro 180 giorni dalla comunicazione. Ƞprevisto, inoltre, un elenco pubblico – con nomi, cognomi e date di nascita – dei titolari dei conti dormienti. Entro il 31 marzo di ogni anno gli intermediari comunicheranno il numero dei rapporti “dormienti“ dell`anno precedente. Entro il 31 maggio verseranno denaro e titoli al fondo, che sarà gestito da un`apposita commissione nominata dal ministro dell`Economia. I COMMENTI La normativa, infine, dice che rispetto al fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro da reperire anche attingendo, fino al 20%, ai conti dormienti. “Una precisazione condivisibile“, commenta Pierpaolo Delogu, rappresentante in Sardegna dell`Adusbef. “Credo che nei conti dormienti siano nascosti più dei 10 miliardi stimati. Anche per questo è giusto utilizzarli al meglio, altrimenti andrebbero perduti“. Nell`isola, prosegue Delogu, “i truffati dai casi Parmalat, Cirio e Tango Bond sono diverse migliaia“. Anche per il Codacons la notizia è positiva, tanto più “perché si somma alla class action: uno strumento che consente ai risparmiatori traditi dalle banche di adire in massa alle azioni legali, contenendo fortemente i costi di una causa“.

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