15 Aprile 2011

Conti correnti, polemiche sui costi Abi e consumatori ai ferri corti

Conti correnti, polemiche sui costi Abi e consumatori ai ferri corti
 

I conti correnti italiani sono i più cari d’ Europa. Anzi no, il loro costo è addirittura diminuito nell’ ultimo anno. Abi, Banca d’ Italia, Commissione Europea e Codacons: ogni soggetto che partecipa a questo dibattito ha fatto i conti in tasca agli italiani, ma le cifre non concordano mai tra loro. A dare il là ci ha pensato la Commissione Europea che ha realizzato uno studio secondo cui l’ Italia risulta avere il primato dei costi per i conti correnti : 295,66 euro medi annui, contro i 114 euro della media dell’ Europa a 27 euro. Dati contestati prontamente dall’ Abi, che denuncia una metodologia non corretta: secondo l’ associazione delle banche, lo studio europeo non tiene in considerazione i conti "a pacchetto" che comprendono all’ interno del canone un numero illimitato di operazioni. Il direttore generale dell’ associazione, Giovanni Sabatini, nella sua recente audizione al Senato ha reso pubblici i dati di una reportistica commissionata dalla banche italiane: ‘ ‘ Tra il 2006 e il 2011 il costo medio annuo del conto corrente bancario è diminuito del 26% e a dicembre 2010 risultava pari a 114 euro. E per chi usa l’ home banking c’ è un risparmio di quasi il 30%, con un costo medio di 97 euro". Affermazioni che hanno provocato l’ immediata reazione del Codacons. Per l’ associazione dei consumatori, il calo del quinquennio non è credibile. Anzi, per il 2011 il Codacons prevede un aumento di 28 euro a causa dei nuovi balzelli introdotti lo scorso settembre. Qualche esempio? La commissione per ogni prelievo allo sportello, il canone mensile se sul conto si scende sotto una certa soglia media, l’ aumento del costo del blocchetto d’ assegni. Stimare l’ effettivo costo di un conto corrente è in effetti complicato a causa di diversi parametri che entrano in gioco: Il numero di operazioni mensili, la presenza o meno di titoli di deposito in banca, la spedizione al proprio domicilio dell’ estratto conto. In sintesi, ciò che fa aumentare i costi sono le transazioni di denaro cartacee e la fila alla cassa. In questo valzer di cifre l’ unico dato sicuro riguarda l’ online banking, da tutte le fonti indicato come una soluzione al caro conti. La prassi di effettuare tutte le operazioni bancarie da casa, grazie al conto corrente online, riguarda in modo sistematico 5,5 milioni di utenti in Italia (dato Nielsen) che in questo modo riducono i costi rispetto alle tradizionali operazioni allo sportello. Attraverso Supermoney il portale del confronto conti correnti e delle tariffe abbiamo stimato quanto uno specifico profilo possa risparmiare scegliendo un conto online. Riducendo le operazioni in banca (o addirittura annullandole) si possono ottenere costi nettamente inferiori. Un correntista di 30 anni che non genera movimenti allo sportello, ha 2.500 euro sul conto corrente (ma 10 mila di patrimonio in banca) ed effettua 4 prelievi al mese con il bancomat può arrivare a spendere solo 9,2 euro annui con il Conto IW di IWBank. Di poco superiore il costo del Conto Corrente Fineco , che si attesta a 13,5 euro. Terzo in ordine di convenienza è Conto Webank : in questo caso sono 34,2 gli euro da sborsare ogni anno per poter usufruire dei servizi bancari. Una cifra inferiore rispetto al costo di un conto corrente tradizionale: il più conveniente di questa categoria, per lo stesso profilo di utente, risulta Progressive di Barclays che prevede un costo di circa 88 euro l’ anno.
 

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