21 Giugno 2017

Conti correnti: costi saliti del 16% in 4 anni, in arrivo i rincari estivi di Deutsche e Intesa

 

 

Titta Ferraro La crisi bancaria si ripercuote in maniera consistente anche sulle tasce degli italiani. Sempre più istituti di credito sono corsi ai ripari scaricando in parte i costi della crisi sui loro correntisti. Una escalation che sembra destinata a proseguire anche nei prossimi mesi, con i rincari su alcune tipologie di conti correnti annunciati da Deutsche Bank e Intesa Sanpaolo.

Dal panel redatto dal Corriere della Serra, prendendo in considerazione le maggiori banche italiane (Mps, Intesa, Bnl, Ubi, Unicredit, Banco Bpm) è emerso come l’Indicatore sintetico di costo annuo dei conti correnti per famiglie con operatività media, sia passato da 115 a 134 euro dal gennaio 2013 al marzo 2017: un incremento del +16% in soli 4 anni.

Il Codacons, che ha annunciato un esposto all’Antitrust e alla Banca d’Italia, ha chiesto di aprire una indagine urgente sui rincari dei conti correnti al fine di valutarne l’illegittimità, adottando i provvedimenti del caso.
“Si tratta di modifiche unilaterali dei contratti inaccettabili, che pesano su milioni di correntisti e ingrasseranno le casse delle banche – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Un danno evidente per gli utenti che, ancora una volta, si ritrovano a pagare la crisi degli istituti di credito, con la complicità del Governo sempre pronto ad aprire il portafogli per salvare le banche ma indifferente quando le stesse banche salassano i cittadini”.
Per tale motivo il Codacons presenta un esposto all’Antitrust e alla Banca d’Italia,
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I prossimi rincari di Deutsche Bank e Intesa
Le ultime in ordine di tempo sono Deutsche Bank e Intesa Sanpaolo. Dal primo luglio l’istituto tedesco aumenterà il costo dei conti correnti ai privati in Italia di 24,32 euro per recuperare parzialmente i costi per i contributi ai salvataggi delle banche in crisi.

Intesa ha invece comunicato ad alcuni dei propri correntisti che, a partire dal prossimo 1° agosto, lasciare fermi i propri soldi sul proprio conto corrente implicherà il sostenimento di un costo. I rincari potranno essere fino a 120 euro l’anno con gli aumenti che interesseranno soprattutto le opzioni a zero spese come Zerotondo. La banca guidata da Carlo Messina ha precisato che nel complesso non più del 30% delle posizioni verrà rivista.

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