16 Febbraio 2011

Conti bloccati, aziende ferme E i correntisti di Ber banca ora lanciano il contrattacco

Il Codacons: «class action» per gli azionisti Uni Land
 

Una corsa per sbloccare i risparmi. E in fretta. Perché il rischio per i clienti di Ber Banca, altrimenti, è che il danno causato dal blocco dei conti correnti seguito al commissariamento dell’ istituto possa trasformarsi in una beffa ancora più grande. Per aziende e privati cittadini. La Borgo Caviola è una piccola attività agricola che aveva incassato alcuni contributi regionali per l’ acquisto di sementi. Fondi che sono stati versati nel conto dell’ azienda presso Ber. Così il lavoro è fermo finché lo sarà il conto: nessun seme piantato, per questa stagione, e l’ azienda rischia di chiudere battenti per sempre. Altre società avevano un affidamento: pagavano i fornitori con i soldi dell’ istituto di credito e adesso hanno ricevuto i primi decreti ingiuntivi perché non riescono a saldare. E poi ci sono i casi dei privati cittadini. Come Carla Lorenzone, che per comprare casa aveva già versato una caparra confirmatoria da 100 mila euro. Per concludere l’ acquisto doveva andare a rogito il 30 gennaio, saldando con altri 300 mila. Soldi che però non possono essere toccati dal conto corrente. Altro che casa nuova: potrebbe perdere anche la caparra. Tra quanti si sono rivolti al Codacons per intraprendere azioni collettive di risarcimento, 200 correntisti e 100 azionisti di Ber Banca, si segnalano poi casi diffusi di disagio nella vita quotidiana. C’ è chi è costretto a chiedere un prestito a parenti o amici. Chi firma assegni che non potranno essere incassati. «Sentirsi dire "scusi mi ha firmato un assegno in bianco"dal proprio meccanico o in un negozio di elettrodomestici umiliante- spiega l’ avvocato Bruno Barbieri, coordinatore regionale e vicepresidente nazionale del Codacons -. Senza contare il rischio di essere iscritti al Crif, l’ elenco dei cattivi pagatori a cui accedono banche e finanziarie» . Alcuni conti correnti potrebbero essere sbloccati entro il prossimo 28 febbraio: «Solo situazioni particolari, i casi più critici, per cui abbiamo presentato istanze urgenti al tribunale. I commissari della banca hanno fatto sapere che c’ è la disponibilità a riconoscere le cifre ai clienti per il 28 febbraio» . Quel giorno si terrà la nuova assemblea dei soci di Ber, che vedrà l’ ingresso di Banca Intesa al 52 per cento (una quota che potrebbe salire se gli azionisti non fossero interessati al restante 48). «Abbiamo avuto rassicurazioni in proposito – spiega Barbieri -. Ma finché non c’ è la certezza noi non rinunceremo all’ udienza del 24 febbraio» . Oltre questi, ci sono poi i 300 tra correntisti e azionisti che si sono rivolti all’ associazione per far valere le proprie ragioni, tra cui casi illustri (come i figli e la prima moglie di Luciano Pavarotti). «Dalle relazioni ispettive della Banca d’ Italia- riferisce Barbieri- si vede che la responsabilità del crac di Ber è del cda e del collegio dei revisori» . Contro di loro il Codacons muoverà «un’ azione per mala gestio in favore degli azionisti» . Ma c’ è di più: dalle informazioni avute dalla procura «risulta che molte delibere approvate dal cda di Ber erano false» , racconta Barbieri. Ci sarebbero mutui, concessioni e delibere aggiunti in coda alle delibere dopo l’ approvazione: «Chi è sotto procedura esecutiva sappia che può dimostrare che il mutuo è nullo» . E mentre va avanti l’ inchiesta della Procura sui vertici dimissionari di Ber, il Codacons promuove anche un’ azione collettiva contro Uni Land: «Perché gli azionisti possano recuperare il costo pagato in più per le azioni della società, il cui valore è stato gonfiato ad arte» . E gli azionisti coinvolti potrebbero essere migliaia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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