CONTESTATO IL GOVERNO ITALIANO IN SEDE EUROPEA PER LE NOMINE NEL CES
IL CODACONS CHIEDE ALLA RAPPRESENTANTE DEI CONSUMATORI EUROPEO ANNA BARTOLINI DI FAR INTERVENIRE IL MEDIATORE EUROPEO PER BLOCCARE L`ORGANISMO MONCO
In data 20 settembre 2002 il Consiglio Economico e Sociale (CES) ha esaurito il proprio mandato quadriennale.
In vista della scadenza del mandato, il Ministro delle politiche comunitarie, nella persona del Ministro Rocco Buttiglione, ha inviato una comunicazione al CNCU (Consiglio nazionale Consumatori e Utenti) e all?Avv. Rienzi quale presidente del Codacons, candidato a rappresentare i consumatori nel CES dal componente del CNCU, con cui si chiedeva di fornire il nominativo di propri rappresentanti effettivi e di supplenti ai fini appunto, della ricostituzione del Comitato.
I nominativi detti sono stati comunicati, anche se illegittimamente procedendo a votazione segreta anziché ad esame e motivata scelta dei rappresentanti basata sull?esame dei curricula, nemmeno fatti presentare dai candidati come sarebbe stato doveroso.
Con decisione del 17 settembre del 2002 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, del 21 settembre del 2002 L.235/9, il Consiglio dell?Unione Europea ha proceduto alla nomina dei membri del Comitato per il nuovo quadriennio. L?associazione Codacons, come anche nessun?altro rappresentante dei consumatori, né delle associazioni ambientaliste ha ottenuto alcun seggio di rappresentanza .
L?esclusione da tale elenco del Codacons, e di qualsiasi associazione di difesa dei consumatori e di tutela dell?ambiente, quale rappresentante degli interessi del consumerismo e in materia ambientale in seno al comitato Economico e Sociale è gravemente lesiva degli interessi dei consumatori e dei cittadini in genere , nonché degli interessi alla tutela dell?ambiente e del paesaggio, che rimangono inevitabilmente esclusi da questa privilegiata sede europea di istanze e difese dei propri diritti; l?assenza di una loro adeguata e proporzionata rappresentanza è illegittima e ingiusta.
Non si può pensare di far rappresentare a livello europeo i cittadini italiani da sigle che non riescono a rappresentarli nemmeno nell?ambito del proprio paese e che non rappresentano tutti gli interessi che il Comitato è destinato a raccogliere (quelli consumeristici, quelli ambientali ecc.) e non si può tantomeno pensare di escludere da questa rappresentanza i migliaia di consumatori italiani iscritti in Italia al Codacons, come a tutte le altre associazioni italiane oggi escluse.
Al contrario dalla deliberazione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee emerge con allarmante evidenza emerge come siano rappresentati esclusivamente: Banche, Imprese, Datori di lavoro, Commercio. Tra i prescelti leggiamo infatti, CONFINDUSTRIA (con ben 3 rappresentanti), ABI, CONFAPI, CONFAGRICOLTORI, CONFCOMMERCIO, CONCOOPERATIVE, COLDIRETTI, CIDA, UNIONQUADRI, e addirittura IL SINDACATO PADANO!!!
Contro tale palese ingiustizia il Codacons ha presentato un ricorso al Tar del Lazio, chiedendo al Tribunale di inserire, anche in via d?urgenza, il Codacons tra le associazioni nominate all?interno del CES. L?organismo, infatti, non può funzionare senza la rappresentanza dei consumatori e delle associazioni ambientaliste. A tal fine il Codacons si rivolge anche alla rappresentante dei consumatori europei, Anna Bartolini, affinchè faccia intervenire il mediatore europeo per sanare l?organismo monco.
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