23 Agosto 2002

Contestati anche a Napoli i dati dell`Istat sull` inflazione

Contestati anche a Napoli i dati dell`istat sull` inflazione

Iniziativa di Tecce e Losa:
tavolo a palazzo S. Giacomo

«Napoli non è una città cara, comunque non più delle altre città italiane». L?assessore al commercio Raffaele Tecce commenta positivamente i dati Istat, con l?aumento dello 0,1% dell?inflazione rispetto al mese di luglio, periodo in cui era salita già dello 0,2%, attestandosi su una media annuale del 2,5%. «Questo sì, dato preoccupante. E che fa riflettere – continua Tecce – visto che il Governo nel Patto per l?Italia aveva calcolato l?inflazione annuale intorno all?1,7%. E se si facesse un?indagine ponendo di più l?accento sui consumi, probabilmente il dato sarebbe in rialzo».
Però da consumatori e commercianti arrivano bordate contro Palazzo San Giacomo: è vero che l?aumento è stato minimo, ma al di là delle voci Istat, da prendere con le molle anche secondo lo stesso Tecce, Napoli è una città cara, soprattutto riguardo i servizi. Basta dare uno sguardo a tariffe, bollette e biglietti: qui c?è l?Ici più alta d?Italia, così come, ad esempio, il gas è il più caro. E in autunno la situazione è in peggioramento. Annunciato il rincaro per le scuole, così come per parcheggi e bus: gli aumenti dei grattini (2 euro a ora) e dei biglietti (1 euro) si discuteranno in Consiglio comunale. «Innanzitutto – spiega Tecce – spero che il Consiglio rifletta sull?opportunità di questi aumenti, evitando di colpire le fasce più deboli».
E Tecce, insieme all?assessore ai mercati Losa, ha convocato per giovedì un incontro con commercianti e consumatori. «Nell?ambito dell?Osservatorio sui prezzi – precisa – abbiamo due obiettivi da perseguire. Un?azione di monitoraggio e trasparenza dei prezzi. E poi vogliamo stringere un patto con commercianti e consumatori, per concordare gli aumenti».
Queste le armi, in verità spuntate, del Comune per contenere i prezzi. «Leggo che Marzano vorrebbe aumentare la polizia annonaria. Ma non esiste una legge che ci permetta di controllare i prezzi. Possiamo intervenire su truffe, arricchimenti illeciti, aggiotaggi, ma non sono previste sanzioni per i commercianti che alzano i prezzi».
Intanto i consumatori sono sul piede di guerra: nel loro mirino non più gli avversari storici, cioè i commercianti, ma lo stesso Comune. «Tecce ci deve spiegare quale sarà il ruolo del Comune – attacca Ciro Pesacane, presidente regionale dell?Acu (associazione consumatori utenti) – rincarare i biglietti dei bus, ad esempio, è una follia, Per non parlare del caro scuola». Una bordata comunque anche ai commercianti: «proponiamo all?Ascom un osservatorio serio sui prezzi e di isolare i pochi scorretti».
Sulla stessa lunghezza d?onda Giuseppe Ursini, presidente del Codacons. «Innanzitutto stanno venendo a galla i difetti di valutazione dell?Istat. Gli aumenti ci sono e sono anche forti. Gli unici a non essere aumentati sono stati gli stipendi». Comune colpevole sotto molti aspetti. «Non siamo d?accordo – continua Ursini – con gli aumenti non motivati né legittimati. Dovrebbero salire i prezzi dei bus quando il trasporto pubblico a Napoli è quello che è. Sull?incontro di giovedì prossimo siamo estremamente sfiduciati, non so il Comune cosa possa e voglia fare per contenere i prezzi».

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