Contenziosi: la Provincia ne ha vinti 113
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fonte:
- Corriere del Trentino
TRENTO- Centotredici sentenze vinte, quarantadue perse, sei finite con un giudizio «parzialmente favorevole» . Sono i numeri con cui si chiusa l’ annata 2010 per l’ avvocatura della Provincia di Trento. L’ esito delle cause che hanno coinvolto l’ amministrazione- all’ 80%intentate dai cittadini – risulta di gran lunga favorevole a Piazza Dante che in pratica vince tre ricorsi su quattro. Percentuale che sale all’ 80%quattro su cinque) nei pronunciamenti al Consiglio di Stato; al Tar ci ferma invece al 71%. Nel merito, i ricorsi possono avere motivi più semplici – le decisioni urbanistiche, le richieste danni per incidenti stradali e animali selvatici- oppure complesse come testimonia il contenzioso sulla Valdastico aperto con il governo. dati Secondo i dati forniti dall’ Avvocatura diretta da Nicolò Pedrazzoli le sentenze datate 2010 sono 161. Di queste, il 70%, 113 in valore assoluto, riguarda pronunciamenti favorevoli alla Provincia. I verdetti sfavorevoli si fermano a quota 42 (26%), mentre quelli parzialmente favorevoli sono 6 (4%). In quattro casi su cinque a dare il via alle cause sono i ricorsi dei cittadini; nei restanti casi (20%) l’ iniziativa è dell’ amministrazione. La giustizia amministrativa occupa gran parte dell’ attività del pool costituito da otto legali a cui si aggiunge a volte lo stesso dirigente. Le sentenze emesse nel 2010 dal Tar di Trento, e che riguardano vicende in cui Piazza Dante è parte resistente o ricorrente, sono 63. Le percentuali sull’ esito non si discostano. Anche qui l’ amministrazione vince in tre casi su quattro: le sentenze favorevoli sono 45, 12 quelle sfavorevoli e 6 i verdetti parzialmente sfavorevoli. Va meglio al Consiglio di Stato, il secondo grado della giustizia amministrativa. Il totale dei pronunciamenti del 2010 ammonta a 45: 36 quelli positivi per l’ ente pubblico (80%) e 9 quelli negativi. Nel merito La maggior parte delle vicende legali che tirano in ballo la Provincia nascono per i ricorsi dei cittadini trentini. I motivi sono i più disparati. A partire dalle impugnature dei provvedimenti di urbanistica. Ad esempio, capita che un residente non accetti una particolare decisione in materia, magari un parere negativo per un cambio di categoria nell’ ambito del piano regolatore, e decida di fare ricorso. In quel caso, la Provincia viene citata per l’ approvazione (che fa parte dell’ iter amministrativo) concessa al Prg del Comune in questione. Una quota consistente riguarda i ricorsi presentati dai cittadini per gli incidenti stradali. Dal sinistro complesso alla semplice danno provocato dalla buca nella strada, che vengono addebitati alla Provincia in quanto responsabile sulla rete viaria. Ma sul tavolo dei giudici finiscono anche i procedimenti avviati per i danni causati dalla fauna selvatica, anche questa di competenza provinciale, tra cui spiccano gli ungulati. Non degno di nota il capitolo contributi che Piazza Dante eroga in un lungo elenco di settori. Solitamente, i cittadini citano in causa l’ amministrazione per la loro mancata erogazione. Minoritari invece i contenziosi con le altre amministrazioni. Secondo quanto precisa l’ avvocatura, i rapporti con gli altri enti pubblici sono orientati alla collaborazione. Questo non scongiura però l’ eventualità di un contrasto legale. Può capitare con un Comune trentino (Bocenago, che ha fatto ricorso contro la riforma istituzionale), con la Provincia di Bolzano (il contenzioso per lo sfruttamento della centrale idroelettrica di San Floriano) fino al governo. L’ ultimo esempio è il contenzioso per la Valdastico su cui si è pronunciata recentemente la Corte costituzionale che ha riconosciuto che l’ infrastruttura non si può fare senza l’ intesa con l’ autonomia trentina. Sul totale, emerge come le cause gestite dall’ avvocatura provinciale riguardino tutte i livelli e sedi giurisdizionali. Dal Tar di Trento fino alla Consulta. Passando per il Tar del Lazio, dove hanno sede parte dei ricorsi presentati contro le graduatorie per gli insegnanti emesse dalla Provincia e il contenzioso promosso dal Codacons (che rientra in un’ iniziativa analoga a livello nazionale) sul monitoraggio delle acque minerali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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