25 Marzo 2019

Contenitori della pizza pericolosi per la salute, il Codacons ne chiede il sequestro urgente

 

La prima volta in cui la sigla Bpa (acronimo che indica il pericoloso Bisfenolo A) ha fatto il proprio ingresso nel dibattito pubblico sulla salute dei consumatori erano i primi anni duemila, quando è emersa la sua capacità di alterare lo sviluppo del sistema ormonale incidendo sulla fertilità. Le interferenze endocrine di questo composto sintetico, utilizzato nella produzione della plastica, sono alla base di possibili anomalie riproduttive, cancro a seno e prostata, diabete e malattie cardiache. Ora, un’inchiesta svolta dal Salvagente, ha permesso di scoprire che, in almeno tre contenitori da asporto in cartone, destinati a contenere l’alimento italiano per eccellenza, la pizza, vi sono grandi quantità di Bpa. Il rischio è la contaminazione del prodotto stesso: secondo le analisi del Salvagente nella pizza ospitata dai cartoni marchiati Garcia de Pou e Izmir la migrazione di bisfenolo è stata di 179 ppb e 331 ppb (parti per miliardo). Questa quantità sarebbe illegale se proveniente da un contenitore di plastica, ma non ci sono norme che regolano carta e cartone; l’assenza di leggi deriva soprattutto dal fatto che nessuno, nemmeno il legislatore, si aspettava di trovare il bisfenolo in questi materiali.
Realizzati con carta riciclata, ma la legge lo vieta

Secondo la Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, in Italia “l’uso di carta riciclata nei cartoni per pizza d’asporto è vietato. Nonostante il divieto formale, tuttavia, non è la prima volta che l’uso di carta riciclata per i cartoni take away finisce nell’occhio del ciclone di polemiche e inchieste. L’articolo del Salvagente evidenzia l’assenza di una norma armonizzata nell’Unione europea su questo settore che solo in alcuni Stati Membri è regolamentata da disposizioni sanitarie. Infatti a partire dal 1973 il ministero della Sanità aveva disciplinato i materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA) stabilendo per le carte e cartoni requisiti specifici e limitazioni d’uso”. “In Italia – ricordano dal ministero – l’uso di carte e cartoni di riciclo è consentito soltanto per alcuni tipi di prodotti alimentari, i cosiddetti “solidi secchi “(sale, zucchero, riso, pasta secca etc.), tra i quali non rientra la pizza”.

Nonostante le pressioni dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa), per la messa al bando di questo composto sintetico, il Parlamento europeo e la Commissione Envi Ambiente hanno semplicemente abbassato i limiti consentiti (da 600 a 50 parti per miliardo) e portato a zero la soglia negli involucri per alimenti destinati a neonati e bambini.
Codacons chiede l’intervento urgente dei Nas

Il Codacons a seguito dell’allarme a deciso di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia. “A tutela della salute pubblica – scrive l’associazione dei consumatori in un comunicato – il Codacons ha deciso dunque di presentare un esposto a 104 Procure della Repubbliche e ai Nas di tutta Italia, affinché avviino accertamenti sui cartoni per la pizza commercializzati nel nostro paese allo scopo di verificare i rischi sanitari per i consumatori, disponendo inoltre il sequestro urgente di tutti i contenitori ed imballaggi che presentano sostanze potenzialmente pericolose”.

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