14 Agosto 2020

Conte e sei ministri indagati per il Covid I pm: archiviare tutto

ROMA – Per metà dei denuncianti il governo ha fatto troppo poco per combattere il Covid. Per l’ altra metà il lockdown è stata una misura sproporzionata. Si possono suddividere così i circa duecento esposti presentati in tutta Italia durante i mesi più drammatici della pandemia e che ora hanno originato gli avvisi di garanzia al premier Giuseppe Conte e a sei ministri, Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese, Speranza. I reati per i quali sono indagati variano dall’ epidemia ai delitti colposi contro la salute pubblica, dall’ omicidio colposo all’ abuso d’ ufficio, dall’ attentato contro la costituzione dello Stato agli attentati contro i diritti politici del cittadino. La notizia dell’ indagine è stata data da palazzo Chigi. «Un atto dovuto», è stata definita. Tutte le denunce, di privati cittadini e di associazioni come il Codacons, sono state affidate per competenza territoriale ai pubblici ministeri di Roma, Eugenio Albamonte e Giorgio Orano, che li hanno trasmessi adesso al tribunale dei ministri, sollecitandone l’ archiviazione, ritenendo «le notizie di reato infondate». Ma l’ ultima parola spetta al tribunale dei ministri, che in autunno potrebbe anche disporre il rinvio a giudizio. E infatti un po’ di preoccupazione nel governo trapela. È la seconda inchiesta aperta, dopo quella sulla mancata chiusura delle zone rosse a Nembro e Alzano. Conte rivendica «la responsabilità politica» dei suoi atti. «Decisioni molto impegnative, a volte sofferte – ha scritto su Facebook – assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile, per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale. Abbiamo sempre agito con trasparenza e ci siamo affiancati a scienziati ed esperti. La prova che il nostro Paese ha vissuto e che in parte sta ancora vivendo è stata e continua ad essere impegnativa, chi ha responsabilità di governo deve rimanere concentrato sugli obiettivi da raggiungere che sono, ad un tempo la tutela della vita e della salute dei cittadini e la ripresa più rapida possibile della vita sociale ed economica». Le opposizioni sostengono che Conte vada giudicato politicamente. Vito Crimi (M5S) e Nicola Zingaretti lo hanno difeso. Ieri, a Forte dei Marmi, Salvini è tornato ad attaccarlo con toni durissimi: «Non ha chiuso le zone rosse quando doveva, e ha chiuso l’ Italia quando non doveva. Ha i morti sulla coscienza, dovrebbe essere arrestato». L’ avvocato Carlo Taormina, che aveva presentato tre denunce, giudica «l’ atteggiamento della Procura grave e preoccupante. Questa magistratura è sempre più sconcertante». «Le nostre denunce non saranno archiviate, si basano su presupposti diversi», ha commentato invece il Comitato Noi Denunceremo, che raccoglie i parenti delle vittime di coronavirus, Denunciati Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l’ emergenza Coronavirus.
di concetto vecchio

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