fbpx
22 Settembre 2019

Conte dice sì alla tassa su voli e merendine

il premier: patto progressivo con le imprese per nuovi incentivi. la priorità è sterilizzare l’ aumento dell’ iva
ROMA Sull’ ambiente il presidente del Consiglio annuncia che chiederà «un patto con tutto il mondo industriale e produttivo». Il suo obiettivo – ha spiegato ieri Giuseppe Conte dal palco di Atreju, subito confortato dall’ ok di Confindustria – è quello di arrivare ad elaborare «un piano industriale con un patto con tutto il mondo produttivo per riuscire progressivamente ad orientare tutto il sistema verso la transizione energetica, verso un Green New Deal». Il premier più che a disincentivi e nuove tasse pensa che vadano definiti soprattutto meccanismi incentivanti. Ciò non toglie però che, rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa, abbia poi definito «praticabili» le misure suggerite dal ministro dell’ Istruzione Fioramonti, che per reperire nuove risorse ha proposto di tassare merendine e bibite gassate e di aumentare i biglietti aerei di 1 euro per i voli nazionali e di 1 euro e mezzo per quelli internazionali. Ministri in ordine sparso Un piano organico per la transizione verso le emissioni zero il governo non l’ ha ancora definito, men che meno un budget complessivo (e magari miliardario) sulla falsa riga di quanto ha annunciato venerdì da Angela Merkel. E del resto, come ha confermato ancora ieri Conte, la priorità dell’ esecutivo per ora è sterilizzare i 23 miliardi di aumenti dell’ Iva previsti per il prossimo anno. In attesa che venga definita la cornice della prossima manovra, il livello del deficit ed i margini di flessibilità concordati con Bruxelles (al momento all’ appello mancano 10-15 miliardi), ogni ministero dunque si muove per conto suo. Ieri il responsabile dello Sviluppo Stefano Patuanelli, ad esempio, ha detto di voler prorogare gli incentivi per ristrutturazioni ed efficienza energetica e «magari» renderli strutturali. Il ministro dell’ Ambiente Sergio Costa, a sua volta, ha difeso il suo «decreto Clima», che l’ ultimo Consiglio dei ministri ha rinviato in attesa di approfondimenti, sostenendo che «le preoccupazioni dei settori produttivi «sono infondate», visto che la tanto temuta riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi sarà graduale e «nessuno resterà indietro». Nel mirino sono finite ben 75 spese fiscali (dai contributi a favore degli autotrasportatori a quelli per i carburanti agricoli, al taglio delle accise sul diesel) per un totale di 19 miliardi che Costa già dal 2020 vorrebbe tagliare del 10%. Agricoltori e camionisti hanno subito alzato le barricate. Per il Codacons l’ impatto sarebbe notevole anche per i normali cittadini:130 euro in più l’ anno di pieno per il rincaro del gasolio ed in totale una «stangata» da 2,25 miliardi. P. BAR. – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox