24 Ottobre 2019

Contatori inaccessibili e letture negate Il giudice di pace: «Non c’ è prescrizione»

 

LA SENTENZA Biagio Salvati La mancata rilevazione del consumo idrico, dovuta all’ impossibilità da parte del personale della società erogatrice di accedere nell’ abitazione dove è presente il contatore, a causa dell’ assenza dell’ utente, non determina una prescrizione del pagamento né le modalità di fatturazione sono illegittime o fuori norma. Lo ha stabilito il giudice di pace Tommaso Cascone di Caserta, dando ragione alla Italgas Acqua Spa e condannando al pagamento delle fatture e delle spese legali una signora di Caserta che si era opposta al pagamento di 661,50 euro relativa ad una «fatturazione di chiusura periodo idrico». L’ utente, assistita dallo studio legale Gallicola (Codacons) aveva portato in giudizio l’ Italgas chiedendo anche un indennizzo di 840 euro perché per ben quattro anni non erano state effettuate rilevazioni del consumo, eccependo anche la prescrizione biennale. Richieste che non hanno trovato riscontro in quanto la Italgas, costituitasi in giudizio con gli avvocati Gomez e Pellegrino aveva impugnato la richiesta e, chiedendone il rigetto, aveva precisato che le letture del contatore, programmate in numero di due all’ anno, non erano state effettuate in quanto il misuratore era collocato all’ interno dell’ abitazione della signora mai presente in occasione dell’ accesso dei rilevatori. Nella sentenza del giudice di pace di Caserta, depositata in cancelleria agli inizi di settembre, gli avvocati della Italgas precisavano che l’ eccezione di prescrizione era infondata in quanto il termine biennale troverà applicazione per le fatture di conguaglio del settore idrico con scadenza successiva al primo gennaio del 2020. Nel corso del processo, sono stati sentiti anche i rilevatori recatisi più volte presso l’ abitazione per effettuare la lettura ma senza mai poter accedere all’ interno in quanto non era mai presente l’ utente o un delegato. Nel decidere la causa, il giudice pace ha esaminato innanzitutto l’ eccezione sollevata sulla presunta prescrizione ritenendo infondata tale richiesta in quanto il termine biennale invocato dal legale della donna potrà trovare applicazione, nel settore idrico, soltanto per le fatture di conguaglio con scadenza successiva al primo gennaio 2020, in presenza di una fattura contestata che invece è stata emessa nell’ aprile del 2018. Secondo la sentenza del giudice di pace, le modalità di fatturazione adottate dalla Italgas in assenza di lettura sono legittime e rispettose della normativa vigente. «Sono stati infatti periodicamente fatturati scrive il magistrato acconti e poi, a seguito della lettura, la società erogatrice ha proceduto ad una fatturazione di chiusura, nella quale sono stati detratti gli acconti già fatturati». Il giudice di pace si è espresso anche sulla domanda di indennizzo conseguente alla mancata lettura dei misuratore richiesta dall’ utente, ritenendola infondata: infatti in base ad una precisa delibera del 2016, quando il misuratore non è accessibile, nessun indennizzo è dovuto in caso di mancata lettura. La Italgas ha dedotto e provato che il misuratore idrico della signora era posizionato all’ interno della proprietà privata della ricorrente, ovvero all’ interno di un cortile privato e pertanto l’ accessibilità al contatore era condizionata alla presenza del titolare dell’ utenza o chi per esso. Accolta dunque dal giudice di pace la domanda di riconvenzionale della Italgas in quanto il credito di 661,50 euro è certo, liquido ed esigibile che dovrà essere pagato dalla ricorrente che dovrà farsi carico delle spese legali, compensi e spese forfettarie. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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