Contatore caro come un gioiello
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fonte:
- La Stampa
Contatore caro come un gioiello
La ditta incaricata è una sola. L`Aem: però i tempi sono brevi
“I contatori di Aem ed Eni? Sono più cari di una Ferrari!“. Parola del Codacons, che fuor di battuta ha già presentato una denuncia all` Authority per l`energia e il gas, oltre che all`Antitrust. Nel mirino della battagliera associazione dei consumatori il costo, giudicato “insostenibile“, per spostare i benedetti apparecchi. Si parte dalle proteste dei cittadini. “Sono giunte al Codacons Piemonte numerose segnalazioni circa la richiesta di un contributo a dir poco spropositato, formulata da AEM S.p.A. ed ENI S.p.A. Divisione Gas & Power, per l`esecuzione di lavori inerenti lo spostamento dei contatori della luce e del gas“, si legge nel comunicato diramato ieri ai giornali. Dopo l`incipit, ecco i ragguagli. Stando al Codacons, è emerso che lo spostamento del contatore dall`interno all`esterno di unità abitative, “finalizzato anche ad una maggiore sicurezza dell`impianto“, può essere effettuato soltanto dall`unica società incaricata dalla Società che fornisce il gas. Trattasi di Aes la quale, “eseguito un semplice sopralluogo, emette preventivo senza alcuna indicazione dettagliata delle opere e/o delle ore necessarie, né delle tariffe orarie: detto preventivo non può comunque essere inferiore a 290 euro oltre IVA anche se lo spostamento del contatore è di solo un metro“. Stesso discorso per Aem Torino. Lo spostamento può essere eseguito esclusivamente dalla società stessa che richiede un contributo, anche qui senza indicazione delle opere e/o delle ore necessarie, né delle tariffe orarie“. In questo caso si viaggia sui 165 euro più Iva. Conclusione: “Spostare il contatore può arrivare a costare, al metro, molto più di quanto costi, in benzina, percorrere lo stesso spazio a bordo di una Ferrari Testa Rossa!“. Esagerazioni? Non secondo il Codacons: “Nella maggior parte dei casi gli interventi di cui sopra non hanno mai richiesto più di un`ora di tempo, a conferma di un contributo sproporzionato anche alla luce delle indicazioni e dei valori di mercato per tali opere confrontabili alla Camera di Commercio“. Praticamente un disastro secondo Tiziana Sorriento, presidente regionale dell`associazione consumerista. Le reazioni non si sono fatte attendere. Aem Torino Distribuzione, per dire, ribadisce le spiegazioni già inviate al Codacons – e per conoscenza all`Autorità per l`energia elettrica e il gas ed all`Antitrust – nei giorni scorsi. Il corrispettivo richiesto è forfettario: questa la premessa. Che significa? “Visto che di solito l`esigenza del cliente è di ottenere l`esecuzione del lavoro nel minor tempo possibile – spiegano dall`azienda -, la soluzione a forfait consente di eliminare i tempi di preventivazione, riducendo in modo notevole i tempi di attesa“. Insomma: l`importo richiesto al cliente è la media dei costi degli interventi, individuati sulla base delle casistiche – dalla più semplice alla più complessa – e comprensivo di costi diversi: spostamento delle squadre, materiale, spese generali. Per rendere l`idea, Aem Torino ricorda che la sola attività di spostamento dei contatori presuppone circa 1.500 interventi l`anno. A stretto giro di posta la replica di Aes Torino. Contributo forfettario, anche in questo caso. A determinare la cifra, spiegano dall`azienda, i costi relativi all`impiego delle squadre e dei mezzi con relativa attrezzatura, ma anche il tempo di percorrenza per arrivare a destinazione. A ciascuno le sue conclusioni.
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