21 Marzo 2018

Container o depuratore: la fonte dei “dischetti”

di Ivana Agostini GROSSETOContinua il mistero dei dischetti di plastica che hanno invaso le coste italiane. I piccoli dischi sono ormai ovunque. Sono arrivati sulle spiagge di mezza Italia, dalla Campania fino alla Toscana. Le ultime segnalazioni arrivano dalla costa salernitana e piombinese. Il primo ritrovamento a Paestum già verso la metà di febbraio. Poi via via sono arrivati su moltissime spiagge fra le più note: da Gaeta a Terracina, da Santa Marinella a Civitavecchia fino ad arrivare in Toscana e toccare una delle spiagge più belle e incontaminate della costa tirrenica, la spiaggia della Feniglia (Orbetello). Segnalazioni anche da Porto Santo Stefano (Monte Argentario) e Castiglione della Pescaia. Sono arrivati con le mareggiate di questo colpo di coda dell’ inverno e si sono adagiati sulle spiagge mescolati ad altri rifiuti che il mare ha restituito. All’ inizio chi li ha trovati ha pensato si trattasse delle cialde usate per fare il caffè. Ipotesi che dopo poco è stata scartata perché più grandi delle cialde e perché mancanti della restante parte di cui le stesse sono composte. L’ ultima ipotesi, anzi, le ultime due le ha formulate ieri la sottosegretaria uscente del Ministero dell’ Ambiente, la toscana Silvia Velo. In un tweet, l’ ex prima cittadina di Campiglia Marittina (Livorno) ha ipotizzato che «possano provenire da un container disperso in mare o da un sistema di depurazione» (ovviamente guasto). In realtà l’ ipotesi più probabile potrebbe essere proprio quella di un incidente a un depuratore durante le forti piogge delle ultime settimane. A far arrivare a questa conclusione un precedente che si è verificato alcuni anni fa negli Stati Uniti, quando, un incidente a un depuratore fece riversare milioni di dischetti pressocché identici a questi nei corsi d’ acqua. La presenza dei dischetti viene monitorata dalle capitanerie di porto e anche da Clean Sea Life che sul suo sito ha una mappa aggiornata dei ritrovamenti. Una catena di puntini blu che mette davvero paura. Proprio sul sito di Clean Sea Life si stima che i dischetti siano centinaia di migliaia, forse anche di più.Il caso dei dischetti di plastica spiaggiati è arrivato anche davanti alla magistratura. Il Codacons, l’ ssociazione dei consumatori, ha presentato, nei giorni scorsi, un esposto contro ignoti alla Procura della Repubblica di Grosseto, Napoli, Latina, Roma e Civitavecchia, chiedendo di aprire delle indagini urgenti sui territori interessati dalla presenza dei dischetti per disastro ambientale. Per il Codacons «è necessario accertare le responsabilità che si celano dietro alla vicenda, avviando indagini per i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento. Una volta individuati i responsabili – sostengono dal Codacons – verso costoro deve essere disposta la misura dell’ arresto».

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