3 Ottobre 2020

Contagi sopra quota 2000 Gara di divieti tra le Regioni

 

TOMMASO MONTESANO La gara a chi indossa la mascherina è partita da un pezzo. E Vincenzo De Luca è il vincitore. Non a caso ieri il governatore campano, dopo aver appreso che anche il governatore del Lazio ha disposto l’ obbligo, a partire da oggi, di proteggere per tutto il giorno, anche all’ aperto, naso e bocca, ha rivendicato il suo diritto alla primogenitura. «Abbiamo deciso già dieci giorni fa che era obbligatorio l’ uso della mascherina anche all’ aperto. Ancora una volta la Campania anticipa le decisioni». Era il 24 settembre quando De Luca firmava l’ ordinanza sull’ obbligatorietà del più noto tra i “dispositivi di protezione individuale” (Dpi). Poi, a seguire, si sono accodati Jole Santelli (Calabria); Nello Musumeci (Sicilia); Virginio Merola (sindaco di Bologna, dove da ieri nell’ area del centro storico sarà possibile muoversi all’ aperto, dalle 18 a mezzanotte, solo con la mascherina) e, da ieri, Vito Bardi (Basilicata) e, appunto, Zingaretti. Da oggi e «fino a nuova disposizione» anche nel Lazio, per effetto dell’ ordinanza numero 62, si potrà uscire solo proteggendo le vie respiratorie. Uniche eccezioni, «i bambini al di sotto dei sei anni e i portatori di patologie incompatibili con l’ uso» del Dpi. Per le sanzioni, il provvedimento rinvia all’ articolo 4, comma 1, del decreto legge numero 19 del 25 marzo 2020, in base al quale «il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000». Da oggi via ai controlli. «I numeri consigliano di mettere in campo questa misura di prevenzione. L’ uso della mascherina è utile per evitare nuovi inasprimenti di provvedimenti, perché sarebbe un drammatico ritorno indietro», ha spiegato il segretario del Pd. Su Facebook, il presidente della Regione Lazio si è fatto immortalare, con la mascherina indossata, con l’ ordinanza fresca di firma: «Di fronte all’ aumento della curva dei contagi dobbiamo alzare il livello di guardia e di prevenzione». Peccato che questa stessa misura non sia stata adottata neanche a marzo, durante il lockdown. E che il contagio dipende dall’ efficacia o meno del distanziamento fisico più che dal luogo in cui ci si trova (aperto o chiuso che sia). SOLO PROPAGANDA «Secondo me con i veti si va poco lontano», commenta infatti Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ Ospedale San Martino di Genova. Per lui – e non solo lui – l’ obbligo di indossare la mascherina all’ aperto a prescindere dalle circostanze «non ha nulla di razionale e di scientifico. Non ci sono fondamenti scientifici rispetto all’ andamento epidemiologico». Vittorio Sgarbi studia addirittura una denuncia nei confronti di Zingaretti «per attentato alla Costituzione. Se io cammino da solo per strada, chi rischio di contagiare? È come se si imponesse a una persona che dorme da sola di mettersi il preservativo». Il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar, che proprio ieri ha annullato l’ ordinanza della Regione che imponeva il vaccino obbligatorio per i cittadini di età superiore ai 65 anni. Fatto sta che la corsa a indossare la mascherina prosegue. Da oggi, oltre al Lazio, l’ obbligo sarà in vigore anche a Piacenza. L’ ordinanza firmata dal sindaco, Patrizia Barbieri (centrodestra), dispone l’ obbligo di indossare le mascherine all’ aperto su tutto il territorio del Comune fino al termine dello stato di emergenza disposto a livello governativo (per adesso la scadenza è fissata per il 15 ottobre, ma il Parlamento si esprimerà per il rinnovo della proroga al 31 gennaio 2021). GOVERNO PRONTO Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per adesso prende tempo: «Al momento non abbiamo deliberato nessuna misura in questa direzione». Ma questo non significa che l’ obbligo di mettere il dpi non possa essere introdotto a breve. «Ci confronteremo con i presidenti delle Regioni e valuteremo», aggiunge il capo del governo. Del resto in più di un’ occasione Palazzo Chigi ha mostrato tutta la sua contrarietà alla fuga in avanti dei governatori in materia di misure anti-Covid. Così, ammette il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, «si potrebbe decidere di usare le mascherine all’ aperto di fronte alla ripresa dei folocai. Ci si sta pensando da molte parti. Il governo valuta da settimane e non è da escludere». I numeri diffusi ieri dal ministero della Salute sono in linea con quelli del giorno precedente. Nelle ultime 24 ore hanno dato esito positivo 2.499 tamponi su 120.301 esami. Stabili i decessi (da 24 a 23) e i ricoveri in terapia intensiva (294, tre più di giovedì). I ricoveri in regime ordinario, invece, sono aumentati di 45 unità, per un totale di 3.142. E nelle prossime settimane si potrà meglio valutare l’ impatto dei contagi nelle scuole. I casi di Covid-19 in Italia sono in «crescita costante, ma piuttosto lenta», osserva Silvio Brusaferro, presidente dell’ Istituto superiore di sanità. Dal monitoraggio di ministero della Salute e Iss, da nove settimane emerge un progressivo peggioramento dell’ epidemia, che si riflette in un maggiore carico sui servizi sanitari. riproduzione riservata.

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