CONSUMI: RETE IMPRESE, NEL 2013 CALERANNO A LIVELLI 15 ANNI FA
SPREAD: CONTA ANCHE QUELLO CHE PAGANO FAMIGLIE ED IMPRESE
Secondo uno studio di Rete imprese Italia nel 2013 i consumi reali pro capite caleranno ancora dell’1,4% e scenderanno ai livelli di 15 anni fa, ossia al 1998. In pratica dopo il calo record del 2012, quando, con un meno 4,4% si è registrato un crollo che non ha precedenti dal secondo dopoguerra, nel 2013, come era scontato, non vi sarà, nonostante gli annunci, nessuna ripresa, men che meno dei consumi.
Per questo, per il Codacons, il crollo dei consumi deve diventare la priorità del prossimo Governo. Per uscire da questa situazione occorrono due cose: modificare il sistema della tassazione in modo che, a parità di gettito, sia rispettato l’art. 53 della Costituzione, ossia il criterio della capacità contributiva e, quindi, sia ad esempio scongiurato l’aumento dell’Iva di luglio, imposta proporzionale. Ad esempio si potrebbe raddoppiare la Tobin tax ed estendere il contributo di solidarietà ai redditi superiori ai 90.000 euro, invece degli attuali 300.000.
In secondo luogo bisogna che il Governo si interessi anche allo spread che pagano le famiglie e le imprese italiane rispetto a quelle europee, ossia il fatto che gli italiani pagano l’energia, il gas, i telefoni, la benzina, i mutui i conti correnti e le assicurazioni più care d’Europa.
Anche oggi Rete imprese Italia ha dimostrato che in Italia si pagano 16,5 euro per 100 KWh di energia, contro i 12,1 dell’Eurozona, ossia il 35,6% in più. Lo spread che va ridotto, dunque, è proprio questo, altrimenti la battaglia sulla competitività sarà persa in partenza. Insomma il costo delle imprese non è solo quello del lavoro su cui tutti si concentrano. Ma anche e soprattutto quello di un Paese fatto di oligopoli e di mancate liberalizzazioni in quei settori chiave che costituiscono spese obbligate sia per le famiglie che per le aziende.
-
Sezioni:
- Comunicati stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
