4 Agosto 2005

CONSUMI: PIATTI NEL 2004, VOLANO SOLO CASA E CELLULARI

CONSUMI: PIATTI NEL 2004, VOLANO SOLO CASA E CELLULARI/ANSA




SPESA AUMENTA SOLO A NORD; IN LOMBARDIA 1.100 EURO PIU` SICILIA









(ANSA) – ROMA, 3 ago – Italiani pazzi per il cellulare. In un

quadro di consumi sostanzialmente piatti, la spesa delle

famiglie si concentra su pochi prodotti: alimentari, casa e

macchina. Spese necessarie per la vita quotidiana di tutti i

giorni, alle quali si aggiunge però anche un altro elemento

giudicato ormai immancabile anche per i bambini: il telefonino.

A guadare la fotografia scattata dall`Istat sull`andamento dei

consumi nel 2004, le comunicazioni, nonostante la sostanziale

stabilità della spesa reale delle famiglie, registrano infatti

un aumento significativo. Secondo solo a quelli di abitazione e

trasporti, settori per cui gli italiani, stretti anche dagli

aumenti dei prezzi, continuano a spendere la maggior parte delle

proprie risorse.

Tra il 2003 e il 2004, spiega l`Istat, la spesa media di una

famiglia è passata da 2.308 a 2.381 euro, con una differenza di

73 euro in più, pari al 3,2%. Ma gli italiani hanno speso di

più soprattutto perché sono aumentati i prezzi. L`incremento

del 3,2% ingloba infatti il tasso di inflazione (+2,2% nel 2004)

e la crescita dei cosiddetti fitti figurativi (quanto avrebbero

cioé guadagnato le famiglie se avessero affittato la propria

casa di proprietà), inseriti nelle statistiche per cercare di

equiparare le condizioni di vita delle diverse tipologie di

famiglie. Al netto di queste componenti i consumi sarebbero

rimasti sostanzialmente stabili.

E stabile è innanzitutto la spesa alimentare. Per mangiare e

bere le famiglie hanno infatti speso lo scorso anno 453 euro,

pari al 19% del totale speso ogni mese. A crescere è invece il

peso della casa, che da sola, tra affitti, ristrutturazioni e

manutenzioni, è arrivata a 606 euro contro i 576 del 2003, pari

ad oltre un quarto della spesa totale. E la percentuale sale ad

un terzo del totale se si sommano le bollette. L`aumento

riguarda anche i trasporti (338 euro contro i 322 del 2003),

capitolo che mostra una ripresa degli acquisti di auto, ma anche

una crescita significativa della spesa per la benzina, dovuta

alle impennate dei listini. L`aumento dei consumi per le

comunicazioni (da 48,8 a 50,5 euro al mese), evidente al Centro

e al Nord, si differenzia invece proprio per l`impatto dei

prezzi. A differenza degli altri capitoli di spesa, in cui va

sempre considerata la spinta inflazionistica, per le tlc il

tasso di inflazione lo scorso anno è stato addirittura negativo

(-6,4%). Ciò significa che le famiglie hanno effettivamente

deciso di spendere di più rispetto al 2003 per telefonini e

ricariche.

I consumi si differenziano notevolmente anche tra le aree del

paese. Al nord la spesa mensile è aumentata del 6% (da 2.536

euro del 2003 a 2.689 euro del 2004), mentre al centro e al sud

le variazioni sono state “statisticamente non significative“.

Le differenze sono ancora più evidenti guardando alle regioni.

La Lombardia ha in assoluto speso di più: 2.800 euro mensili,

mentre all`opposto c`é la Sicilia a 1.677 euro al mese, con una

differenza cioé di circa 1.100 euro rispetto alla Lombardia.

La stagnazione del 2004 è solo l`inizio per le associazioni

dei consumatori che per il 2005 prevedono già un forte calo. La

causa è da ricercare nel carovita che “massacra“ le famiglie,

affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che

chiedono “rimedi urgenti“. Per la Confesercenti i dati Istat

confermano che la “crisi della quarta settimana“ esiste e

“spacca“ l`Italia tra Nord e Sud. Mentre la Coldiretti

denuncia “l`eccessivo ricarico a favore del commercio, che

assorbe ben il 50% del valore“ della spesa. Per La Cgil i dati

dimostrano “le forti difficoltà del Mezzogiorno ed il

peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori, delle

donne e dei disoccupati meridionali“, mentre per Roberto Pinza

della Margherita ad emergere è “l`inefficacia e l`erroneità

della politica del governo“. (ANSA).

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