13 Gennaio 2013

Consumi Italiani pessimisti: nel 2013 andrà peggio

Consumi Italiani pessimisti: nel 2013 andrà peggio

Indagine Confesercenti/Swg: l’ 84 degli intervistati teme un ulteriore deterioramento della situazione I SONDAGGI ROMA C’ è chi, nonostante la crisi, per Natale ha avuto come regali due costosi smartphone, bellissimi e desiderati, ma identici per cui ha deciso di venderne uno a prezzo stracciato – con tanto di scontrino fiscale che ne attesta l’ acquisto recentissimo e utile per la garanzia – attraverso uno dei tanti siti internet di annunci. In realtà sono una marea gli italiani che in questi giorni stanno cercando di riciclare sui mercatini web i regali appena ricevuti: due milioni e quattrocentomila, secondo un sondaggio Coldiretti/Swg. C’ è la solita quota di scontenti, ma molti lo fanno anche perché di questi tempi meglio avere qualche spicciolo in più anziché un oggetto anche gradito ma per il momento considerato superfluo. Ed ecco che il web è invaso da vendite da parte di privati cittadini di accessori di pelletteria, giochi, aggeggi elettronici, orologi, occhiali: tutti rigorosamente nuovi e nel loro imballo originale. È la crisi che non se ne va. È la crisi che gli italiani continuano a temere. Nove su dieci, sostiene un sondaggio Confesercenti-Swg, vedono sempre più nero e sono convinti che nel 2013 ci sarà un ulteriore peggioramento della situazione economica e sociale del Paese. OTTIMISTI DIMEZZATI Solo il 16% degli intervistati – la metà dello scorso anno – crede in una vicina ripresa a livello Paese, il resto, ovvero l’ 84% è totalmente sfiduciato. E anche a livello di situazione economica personale e familiare gli ottimisti sono una netta minoranza, peraltro in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 14% degli interpellati, contro il 17% della precedente indagine. Sono i giovani under 24 a tirare su la percentuale degli ottimisti. La stragrande maggioranza degli italiani, quindi, è sconfortata, spossata da questi cinque anni di crisi, di tasse in aumento, di lavoro che sfuma. L’ 86% degli intervistati non crede in un miglioramento della situazione personale: tra questi il 34% teme un peggioramento, il 52% ritiene che la situazione rimarrà la stessa. In tanti non ce la fanno ad arrivare a fine mese: il 41% degli interpellati dichiara di non riuscirci, nè con il proprio reddito nè con quello familiare. PRIORITÀ: LAVORO E FISCO Non è difficile immaginare la lista delle priorità indicate per il prossimo governo dagli stessi intervistati: emergenza lavoro (31% degli intervistati), riduzione pressione fiscale, taglio dei costi della politica (23% in entrambi i casi). Intanto si diffonde sempre più l’ arte del riciclo e della vendita dei propri oggetti. Cosa che va di pari passo con il calo dei consumi. Più della metà della popolazione, dice Gian Marco Venturi presidente Confesercenti, «è in difficoltà. Quando un Paese vive un momento di crisi, per uno o due anni si può resistere, ma quando la crisi è così lunga allora possono finire le scorte. È inevitabile che gli italiani abbiano messo mano ai risparmi. Bisogna ridimensionare i consumi e le abitudini. Con ripercussioni su artigianato, commercio e industria». Un allarme raccolto e condiviso dall’ associazione dei consumatori Codacons che prevede un anno orribile per l’ economia italiana: «Nel 2013 si verificherà un’ ulteriore riduzione dei consumi, che farà segnare un nuovo record negativo per il nostro Paese». Giusy Franzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.
        

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