7 Gennaio 2022

Consumi in ripresa, ma stangata bollette e corsa prezzi fa temere un nuovo dietrofront

Consumi e reddito delle famiglie in crescita nel III trimestre 2021. I dati di oggi dell’Istat dipingono una risalita del reddito disponibile delle famiglie consumatrici (+1,8% rispetto al trimestre precedente) con consumi cresciuti del 3,6%. Rispetto a un anno prima, ossi a terzo trimestre 2020, i consumi segnano +5,9%.

La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari all’11%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. “La crescita sostenuta dei consumi finali ha generato una flessione della propensione al risparmio, rimasta tuttavia a livelli superiori a quelli registrati prima della crisi”, commenta l’Istat. A fronte di un aumento dello 0,6% del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie, il potere d’acquisto è cresciuto dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.

Numeri positivi arrivati oggi che però devono fare i conti con uno scenario che sta diventando decisamente più avverso per i consumatori che si ritrovano stretti nella morsa tra caro bollette (+55% per l’elettricità e +41,8% per il gas dal 1° gennaio) e dell’aumento dell’inflazione (+3,9% a/a a dicembre).

Rischio nuova caduta del potere d’acquisto

Le associazioni dei consumatori paventando una gelata dei consumi nei prossimi mesi. Per il Codacons i dati Istat odierni sono “obsoleti e purtroppo già superati” e dovranno scontrarsi con un quadro economico oggi profondamente modificato rispetto ai primi 9 mesi del 2021. “I fortissimi aumenti delle bollette di luce e gas scattati ad ottobre e a gennaio, il caro-benzina e i rincari dei prezzi al dettaglio, schizzati alle stelle negli ultimi mesi del 2021, intaccheranno fortemente il potere d’acquisto dei cittadini con effetti diretti sulla spesa – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – La buona performance dei consumi e la crescita del reddito dovranno quindi fare i conti con rincari di prezzi e tariffe, generalizzati e in tutti i settori, che da un lato stanno oggi riducendo la capacità di acquisto delle famiglie, dall’altro avranno effetti negativi sulla spesa rallentando la ripresa economica del paese”, conclude Rienzi.

I dati sui consumi risultano inoltre ancora lontani da quelli pre-Covid. L’Unione Nazionale Consumatori rimarca che, raffrontando il dato di oggi con tutti gli ultimi trimestri pre-crisi del 2019, non c’è un solo confronto che sia in territorio positivo. In particolare, rispetto al terzo trimestre del 2019 i consumi delle famiglie sono ancora inferiori del 2,7%. “E questo accade nonostante il reddito disponibile sia attualmente superiore a tutti quelli registrati nei quattro trimestre del 2019. Insomma, le persone non hanno ancora fiducia nel futuro e preferiscono accantonare risparmi a titolo precauzionale, anche se meno di prima. Una situazione, però, destinata purtroppo a peggiorare nel quarto trimestre del 2021, quando è arrivata la stangata di luce e gas e l’inflazione è decollata dal 2,5% di settembre al 3,9% di dicembre, cosa che determinerà un contraccolpo sul potere d’acquisto delle famiglie con conseguenze negative sui consumi”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

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