Consumi in calo, anticipati gli «sconti» di Natale
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fonte:
- Il Messaggero
Consumi in calo, anticipati gli «sconti» di Natale. Ma gli agricoltori denunciano: rincari del 15% per lattuga e kiwi
MILANO – La prima sorpresa di questo Natale-a-cinghie-strette la massaia di Pavia non l?ha trovata sotto l?albero ma nella borsa della spesa. Perché l?immancabile panettone è arrivato a costare meno di un chilo di clementine, per non parlare di un chilo di kiwi: 1,50 euro il primo (non di marca), 1,55 le seconde e addirittura 2,40 i terzi. Sorpresa di Natale-a-cinghie-strette: mentre le catene della grande distribuzione hanno già iniziato a fare a gara nel proporre prodotti delle feste sottocosto contro il calo dei consumi, i prezzi di frutta e verdura stanno andando alle stelle. Denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori: «In sette giorni i loro cartellini sono cresciuti del 10 e 15%». E ancora una volta il dito è puntato contro la forbice tra costi alla produzione e al consumo: «Dai campi alle bancarelle i prezzi subiscono aumenti dal 400 al 1.000%». Percentuali che fanno scattare la protesta anche dei consumatori: «E sia, la corsa ai sottocosto è partita con un forte anticipo e con prodotti che fanno più bene all?animo che al palato (è Natale per tutti). Ma la frutta, la verdura, il pane e la pasta che finiscono sulla tavola di tutti i giorni oltre che su quella di Natale dove li lasciamo?».
FRUTTA E VERDURA – Dati alla mano, la Cia ha eletto regine del «caro prezzo» zucchine e lattuga: «Un euro e 70 le prime, un euro e 60 la seconda: impennata del 15% del tutto ingiustificata». Seguono a ruota kiwi, carote, arance, clementine e pomodori: per tutti aumenti non inferiori al 10%. Proprio mentre nei campi succede il contrario: «Clementine e lattuga costano all?origine meno di tre anni fa», sottolinea la Cia. Che lancia un allarme: «Rispetto allo stesso periodo del 2003 i consumi sono calati del 6,5%».
DOPPIO PREZZO -Per gli agricoltori l?unica strada contro «manovre speculative» resta così quella del doppio prezzo: «All?origine e al dettaglio da applicare per legge sui cartellini di vendita». A questo scopo la Cia ha avviato una petizione popolare. Ma il doppio prezzo è invocato anche dai consumatori. «Le massaie non hanno mai smesso di comperare lattuga e pomodori, e così i rivenditori cercano di rifarsi del calo generale dei consumi con gli incassi di frutta e verdura», spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons, l?associazione che a Catanzaro e Crotone ha dato vita alla campagna «Ok il prezzo è giusto». In sintesi: «I singoli commercianti ogni mattino comunicano a un centralino i loro prezzi della giornata, una radio locale dice ai consumatori dove zucchine e pomodori costano meno».
IL NATALE SCONTATO – Balzi all?insù e balzi all?ingiù. La caccia al panettone superscontato è già iniziata nella grande distribuzione. Campagne a «sottocosto», le chiamano: durano 10 giorni, mettono in vendita a prezzi scontati 50 prodotti. «Ci sono sempre state, quest?anno sono tremendamente in anticipo», afferma Michele Cavuoti, di Altroconsumo. Basta così fare un giro nei supermercati apripista per trovare panettoni di marca a 2,50 euro, di primo marchio a 1,50, bottiglie di spumante a 2,79, di vino a 1,99. Cappone e cotechini a 5,99 e 7 euro al chilo. Senza aspettare i saldi dell?Epifania.
«Attenzione però ? dice Cavuoti ? sono prodotti civetta. Acchiappaclienti: meglio panettoni a 1,50 euro per 10 giorni o pane allo stesso prezzo per tutto l?anno?». Aggiunge Rienzi: «Non c?è poi niente da gioire se un rivenditore non guadagna il solito 150%, ma solo il 60: serve sempre il doppio prezzo». Gli fa eco il segretario generale dell?Acu Giovanni Cavinato: «Doppio prezzo». Che però aggiunge: «I panettoni super scontati non risolveranno certo il problema dei consumi, non faranno poi così bene al palato. Ma l?importante è che ci sia sempre una fetta di panettone con cui festeggiare».
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