Consumi in caduta libera Cresce solo l’alimentare
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fonte:
- Avvenire
DAl crollo dei consumi al tempo del Covid si salvano solo l’alimentare e – nell’ambito della distribuzione – le vendite online. Gli ultimi dati Istat mostrano gli effetti devastanti sul commercio delle nuove misure di contenimento per contrastare la pandemia. È stato un autunno nero e le previsioni indicano che anche l’inverno e più in generale i prossimi mesi non faranno segnare un’inversione di rotta. L’istituto di statistica intanto certifica il forte calo delle vendite al dettaglio a novembre, tirate giù dal comparto dei beni non alimentari. balzare di oltre il 50% è solo l’e Entrando nello specifico si stima a novembre una flessione rispetto a ottobre del 6,9 in valore e del 7,4 in volume. In crescita ci sono le vendite dei beni alimentari (+1% in valore e in volume), mentre quelle dei beni non alimentari diminuiscono sensibilmente sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2 e del 13,5 Su base tendenziale le vendite al dettaglio diminuiscono dell’ in valore e dell’ in volume. A determinare il segno negativo sono le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1 in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2 in valore e +0,7 in volume). Insomma, cittadini tendono a spendere prevalentemente al supermercato, “congelanD do” gli altri acquisti. Tra le diverse forme distributive, come si accennava, si confermano in forte crescita gli acquisti attraverso il commercio elettronico. per gli acquisti fisici, più penalizzati sono i punti a dimensione ridotta. Rispetto a novembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce dell’ per la grande distribuzione, mentre il calo è del 12,5 per le imprese operanti su piccole superfici (-12,5 Non a caso il Codacons grida alla «Caporetto dei piccoli negozi» segnala che, «di questo passo, migliaia di piccoli esercizi saranno costretti a chiudere i battenti nei prossimi mesi». Non nasconde preoccupazione Confcommercio: «Il nuovo e profondo a- della crisi rende più concreto il rischio di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che, in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, sono già uscite o usciranno dal mercato». Il messaggio rivolto alla politica è chiaro: una parte delle risorse europee va investita «per spingere all’innovazione e alla digitalizzazione anche delle micro e piccole imprese». il commercio piange, il turismo non ride. L’ipotesi sempre più probabile di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita (prevista nell’attuale dpcm il 18 gennaio) del conseguente incremento della crisi di tutto il comparto della “montagna” suscita apprensione. Le Regioni chiedono massima attenzione, ricordando che il comparto turistico invernale «soffre oggi alcuni miliardi di mancato fatturato e rischia, crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi». Gli enti locali si dicono disponibili da subito alla massima «collaborazione istituzionale per trovare una soluzione condivisa e immediata» con risposte efficaci per imprese e lavoratori.
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