7 Gennaio 2013

«Consumi, il 2013 sarà nero per il 48% delle famiglie»

«Consumi, il 2013 sarà nero per il 48% delle famiglie»

 

Cinzia Peluso Tante rinunce. Tra pessimismo e scetticismo sulla possibilità di un cambiamento. La crisi preoccupa e divide le famiglie italiane. Malgrado la discesa dello spread che ha risollevato i mercati, solo in pochi se la sentono di scommettere su un futuro migliore. Appena il 10%. E il budget dell’ economia domestica diventa sempre più magro. Si riciclano gli abiti, anche in periodo di saldi. E si rinuncia persino alle spese che prima sembravano irrinunciabili, come quelle di nuove tecnologie e viaggi. Quasi la metà del popolo tricolore vede, infatti, nero all’ orizzonte del 2013. Ben il 48% è convinto che si prospetta un peggioramento. Il 42%, invece, crede che non vi saranno modifiche. Colori a tinte fosche nella fotografia scattata da Coldiretti-Swg. Le cifre raccontano ancora che oltre la metà delle famiglie già oggi rasenta la soglia della povertà. Quelle intervistate, nel 51 per cento dei casi dichiarano di riuscire a pagare appena le spese. Tutto dipende da una politica di sostegno ai consumi, che manca. La sollecitano da tempo con insistenza le organizzazioni del mondo verde, ma anche quelle del terziario e i consumatori. Sembra una ricetta scontata. E, invece, risulta sempre più difficile metterla in pratica. Anche ieri il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha lanciato un monito sulla «necessità di sostenere la ripresa dei consumi per rilanciare l’ economia». Secondo Marini non ci sono dubbi: «È necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione». E il Codacons gli ha fatto eco, invocando un decreto «salva famiglie» e anti-povertà. Significa, ha spiegato l’ associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi, che servono misure in grado di salvaguardare il potere d’ acquisto dei nuclei familiari, le retribuzioni reali e quindi i consumi. «Un invito diretto al prossimo governo, dopo che il precedente esecutivo, con lo scoppio della crisi si era preoccupato solo di salvare le banche e di azzerare il deficit, seguendo pedissequamente i dettami europei, ma non di aiutare le famiglie in difficoltà», sottolinea il Codacons. Tornando alle cifre dell’ indagine Coldiretti-Swg, quelle della povertà corrispondono all’ 8%. Si tratta di coloro che non hanno un reddito sufficiente nemmeno per l’ indispensabile. L’ altra faccia della medaglia? Una fetta del 40% di italiani che vive serenamente senza particolari affanni economici. Affiancata da un modesto 1%, che si può concedere persino dei lussi. Cambiano le somme disponibili per le spese, ma anche le scelte di acquisto. Se è vero che sono ancore limitate, il 17% e il 9%, le quote di coloro che hanno deciso di ridurre o rinviare gli acquisti alimentari e quelli destinati ai figli, la musica cambia per gli altri beni. Non si rinuncia solo all’ abbigliamento, o all’ auto, ma anche a viaggi e computer. E si tagliano drasticamente i consumi destinati al tempo libero, alla cultura, alla casa. Anche in questo periodo di sconti per l’ abbigliamento, è altissima la percentuale di coloro che hanno deciso di rinunciare, o rimandato gli acquisti di vestiti ed accessori. Sono i prodotti dei quali si fa maggiormente a meno nel tempo della crisi. Vi rinuncia il 53% delle famiglie, che riciclano dall’ armadio gli abiti smessi nel cambio stagione. Seguono nella classifica delle rinunce i viaggi, la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, l’ acquisto di nuove tecnologie, le ristrutturazioni della casa, l’ auto, la moto nuova, gli arredamenti, e le attività culturali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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