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29 Marzo 2019

Consumi, i prezzi sull’ ottovolante

un anno di spesa nelle rilevazioni dell’ osservatorio: fino al 74 per cento di aumenti per le verdure e gli ortaggi il codacons: «alcuni incrementi non sono giustificati» listino più gentile per la frutta, clementine giù del 40
I NOSTRI SOLDI Eppure, calcolatrice alla mano, si scopre che in un anno il costo della lattuga romana è cresciuto del 74,7%, passando da 1,58 a 2,76 euro al chilo, quello della cappuccia del 45%. Aumenti record anche per i finocchi tondi, che a febbraio costavano 2,43 euro al chilo con un salto del 62% rispetto allo stesso mese del 2018, e per i carciofi violetti: 79 centesimi al pezzo con un rincaro del 51,9%. «Aumenti che non capiamo da dove derivino», aggiunge Falcinelli. «Il dato di fatto è che le verdure sono care ed è veramente difficile trovare un prodotto anche locale sotto l’ euro». Quasi tutto il listino di ortaggi e verdure è lievitato in un anno, con aumenti a due cifre anche per cavolfiori bianchi (+36%), cipolle bianche (+50%), spinaci a foglia liscia o riccia (+30%), patate comuni tonde (+31,5%), zucchine chiare o scure (+25,4%), pomodori da insalata ciliegini rossi (+29,6%) e da sugo (+25,2%). Prezzi più bassi per solo per cetrioli, melanzane violette lunghe, agli bianchi secchi e carote cui spetta il record con un -17,9% di riduzione. Il budget familiare è stato messo meno a ferro e fuoco dal listino della frutta che rispetto a un anno fa risulta mediamente meno pesante. I rincari hanno infatti riguardato solo le arance tarocco, il cui prezzo medio a Perugia è salito fino a 2,48 euro al chilo con un +19,8%, limoni gialli (2,43 euro/chilo, +12%) e ananas (1,53 euro, +0,7%). Per il resto prezzi stabili o in discesa col record che spetta alle clementine le cui quotazioni lo scorso febbraio risultavano più basse del 39,6%: giù anche mele golden delicious (-37,5%) e kiwi (-24,6%). Quasi tutto in rosso invece il comparto degli alimentari che nell’ ultimo anno è stato ridotto dall’ Osservatorio che ora si limita a monitorare 13 articoli, compresi quelli ittici. Proprio tra questi ultimi si rilevano i rincari più sostanziosi con le alici fresche di pescata a 8,77 euro al chilo, in salita del 22,1%, gli sgombri freschi di pescata a 9,08 euro (+17,6%). Aumenti intorno al 5% per merluzzo, nasello, salmone e cozze mentre i prezzi delle vongole sono scesi del 3%. Tra gli altri prodotti alimentari, l’ aumento maggiore, pari al 5%, spetta al prosciutto crudo quotato 27,24 euro al chilo. Giù dell’ 8,5% il cartellino del petto di pollo. Stabili o quasi le quotazioni dei servizi rilevate dall’ Osservatorio con le uniche eccezioni che riguardano i cinema e la riparazione di pantaloni (+1,9%) e il soprattacco scarpe donna, la cui tariffa è cresciuta del 3,7%. «Questo la dice lunga sulla situazione che molte famiglie stanno vivendo – aggiunge Carla Falcinelli – preferendo riparare pantaloni o scarpe invece che comprare nuovi articoli: non è un bel segnale per i consumi». In chiaroscuro le notizie per gli automobilisti col diesel più caro (+2,3% self service) e la verde più a buon mercato (-2,8% al servito). «Merito delle quotazioni del petrolio – si osserva dal Codacons – che dal primo aprile porteranno alla riduzione annunciate delle tariffe di luce e gas del mercato tutelato». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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