6 Luglio 2010

Consumi, gli italiani tirano la cinghia

ROMA – Gli italiani consumano, ma hanno dimenticato cosa significhi fare shopping. Un´occhiata alla vetrina la danno sempre, così come apprezzano il gusto dell´olio spremuto a freddo, ma dell´ennesima maglia ne fanno a meno e per condire l´insalata una marca vale l´altra. In tempo di crisi, certifica l´Istat, le famiglie tirano la cinghia e il carrello della spesa lo riempono a metà. Ma non tutte. E’ il ceto medio a pagare lo scotto. I dati parlano da soli: nel 2009 la spesa mensile (la media è 2.442 euro) è andata giù dell´1,7% e del 3% quella alimentare. Ma quell´1,7% diventa un -2,9 per metà delle famiglie. Un mare di cifre per certificare che le uscite in termini reali (inflazione compresa) sono crollate. La crisi ha colpito duro e l´Istat non lascia spazio ai dubbi: «La riduzione della spesa», scrive nel suo rapporto annuale, «appare alquanto significativa». Si risparmia su tutto, dal dentista, ai trasporti, al tempo libero, ai carburanti, ma anche al supermercato. Per sedersi a tavola si spendono 461 euro al mese (quando va bene). Un trend che va avanti da almeno un triennio: tra 2007 e 2009 il calo è stato del 5%. Oltre il 60% delle famiglie ha ridotto le quantità consumate, ma c´è una quota significativa, il 35,6% che ha comprato meno e anche cibo di qualità inferiore. Come se non avesse altra scelta. E’ il pane che continua a sparire dalle tavole degli italiani (da 82 euro al mese a 80), ma anche la carne (da 107 euro a 105), patate, verdura e frutta (da 18 a 16 euro) e latte, formaggi e uova (da 41 a 40). Taglio anche alle bevande (da 43 euro al mese a 41). D´altra parte le spese fisse si mangiano gran parte del budget familiare (la casa se ne porta via un terzo). In tasca rimane poco, dunque tagliare sugli alimentari è una strada quasi obbligata soprattutto per gli anziani soli (dal loro portafoglio non escono più di 1.415 euro a mese, circa mille euro in meno rispetto al valore della spesa media generale (quella che comprende casa, bollette, medicine e quant´altro). Divari significativi emergono anche tra le famiglie guidate da imprenditori e liberi professionisti e quelle di operai, così come tra Nord e Sud. «Un gravissimo problema» è il commento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che deve essere affrontato tornando a crescere. Preoccupati i consumatori: per il Codacons nel 2010 «andrà anche peggio». E per l´opposizione è la conferma che la manovra economica sta mettendo in ginocchio il Paese.
 

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