Consumi energetici, crollo a giugno
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fonte:
- La Sicilia
il tonfo. domanda giù del 4,1% in italia e addirittura del 4,7% in sicilia, che esporta energia
MICHELE GUCCIONE PALERMO. L’ imprevisto crollo, lo scorso mese di giugno, dei consumi energetici in Italia e anche in Sicilia, ha rinviato di almeno tre mesi i benefici effetti che l’ inaugurazione, lo scorso 26 maggio, del nuovo cavidotto sottomarino Sorgente-Rizziconi avrebbe dovuto avere sulla bolletta energetica nazionale, che il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva quantificato, nell’ arco di un anno, in un risparmio di 600 milioni di euro. Secondo i dati diffusi da Terna, gestore della rete nazionale, a giugno (il mese, con dicembre, col massimo picco di consumi), si è scesi dai 26,260 miliardi di kWh di giugno 2015ai 25,254 miliardi dello scorso mese: una flessione del 4,1 per cento.Nei primi sei mesi dell’ anno la diminuzione in Italia è stata del 2 per cento, quasi 3,2 miliardi di kWh in meno sul primo semestre 2015. È in corso una diminuzione dei consumi nel Paese proprio adesso che la Sicilia, grande produttrice di energia per lo più da fonti rinnovabili, è in grado di esportarne molta più di prima. Anche nell’ Isola, fra l’ altro, la diminuzione dei consumi a giugno è stata senza precedenti: -4,7 per cento. Un calo che dura da un semestre: da gennaio a giugno in Sicilia imprese, famiglie e amministrazioni pubbliche hanno chiesto alla rete elettrica 443 milioni di kWh in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Il surplus di elettricità non consumata localmente è destinato all’ esportazione. Per fortuna è stato notevolissimo l’ aumento dell’ energia avviata dalla Sicilia verso Malta, grazie al cavidotto sottomarino di 96 chilometri: secondo i relativi bollettini, la piccola isola del Mediterraneo ha ricevuto ben 740 milioni di kWh. Erano stati 250 milioni nei primi sei mesi dello scorso anno. Un aumento che compensa il vistoso calo di flusso verso il continente a causa della minore domanda. Nel primo semestre l’ export verso il resto d’ Italia è passato dai 630 milioni di kWh del 2015 ai 200 milioni dello stesso periodo di quest’ anno. Fra Malta e Italia, la Sicilia ha esportato da gennaio a giugno quasi un miliardo di kWh. Terna ha rinviato al prossimo mese di settembre un primo bilancio degli effetti in bolletta dell’ entrata in funzione del SorgenteRizziconi. Occorre analizzare, spiegano, la Borsa elettrica, il mercato del dispacciamento (sul quale il Codacons ha presentato un esposto relativo ai recenti aumenti) e la divisione dei prezzi per zone. Ma la maggiore disponibilità di energia da fonti rinnovabili a fronte di una perdurante riduzione dei consumi dovrebbe indurre il governo Renzi a valutare due innovazioni nella politica energetica nazionale: la riduzione di produ zione di energia termoelettrica da vecchie centrali inquinanti e la riforma del sistema nazionale per ridurre i costi di dispacciamento, che incidono sulla bolletta molto più del prezzo di vendita al consumatore. In proposito Mario Pagliaro, dell’ Ismn-Cnr di Palermo, coordinatore con Francesco Meneguzzo del Polo solare della Sicilia e indicato dall’ inglese Via fra i primi sei ricercatori italiani più citati, propone un’ osservazione: «La produzione termoelettrica ha stabilizzato il calcolo del proprio picco a 49 Gw. Ma se si mettono a confronto i due giorni di giugno in cui si è realizzata la massima domanda di elettricità, il 24 giugno di quest’ anno e il 17 giugno del 2015, la produzione termoelettrica da gas e carbone nel 2015 ha avuto il picco alle 11 del 17 giugno, pari a 28 Gw partendo dai 18 Gw delle 5 del mattino. Il 24 giugno scorso – prosegue Pagliaro – la potenza termoelettrica è variata dai 16 Gw delle 5 ai 22 Gw delle 20. In altre parole – sottolinea il ricercatore – di fatto le centrali termoelettriche producono il carico di base, mentre i picchi di domanda vengono soddisfatti con produzione fotovoltaica, idroelettrica ed eolica, che il 24 giugno scorso alle 12 coprivano il 46,3% della domanda. Significa anche che i prezzi di vendita dei picchi non remunerano più gli operatori termoelettrici».
michele guccione
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