26 Gennaio 2019

Consumi, Codacons: in 10 anni spesa mensile famiglie solo +3,4%

 

Roma, 26 gen. (askanews) – In 10 anni la spesa mensile delle famiglie italiane è cresciuta appena del +3,4%, passando da una media di 2.480 euro a una media in 2.563,94 euro. Lo denuncia il Codacons, che ha rielaborato i dati regionali Istat sui consumi delle famiglie. Negli ultimi 10 anni la spesa alimentare media degli italiani ha subito una contrazione del -1,9%, passando da 466 a 457 euro mensili, mentre sono cresciuti del +4,6% i consumi non alimentari (da 2.014 euro a 2.107 euro) – spiega l’ associazione – nello stesso periodo, tuttavia, l’ inflazione è cresciuta complessivamente del +15,8%: ciò significa che l’ incremento di spesa in termini reali ha subito un netto rallentamento: le famiglie in sostanza hanno reagito alla crisi economica del 2008 modificando profondamente le proprie abitudini di spesa, acquistando meno e dirottando i propri acquisti verso esercizi più economici come i discount, che non a caso solo negli ultimi 5 anni hanno visto le vendite crescere del +9,6%. Analizzando poi la spesa per consumi nelle varie regioni emergono differenze territoriali abissali – denuncia il Codacons – la Lombardia, con una media di 3.051 euro mensili a famiglia, è la regione con il picco più alto di spesa; di contro la Calabria, con appena 1.807 euro di spesa mensile, è la regione dove le famiglie spendono meno. Ne deriva che una famiglia residente in Lombardia spende mediamente 1.244 euro in più al mese per i propri consumi rispetto ad un nucleo calabrese, ossia il 68,8% in più! Ma differenze sostanziali – conclude il Codacons – si riscontrano anche nella ripartizione della spesa a livello regionale: nel sud Italia, infatti, la quota di consumi dedicata agli alimentari risulta sensibilmente più elevata rispetto al nord. In Calabria, Basilicata e Campania più del 23% della spesa mensile è destinata proprio al cibo, mentre Emilia Romagna e Lombardia, rispettivamente con una quota del 15,4% e 15,6% sul totale di spesa, sono le regioni con la minore spesa dedicata agli alimentari.

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