20 Marzo 2011

CONSUMI: CODACONS, 50 EURO IN PIU’ PER BUSTE PIU’ PICCOLE E COSTOSE

      Roma, 20 mar. (Adnkronos) – Buste piu’ piccole e costi
raddoppiati per i consumatori. E’ l’effetto del provvedimento che ha
introdottio li”obbligo dei sacchetti biodegradabili, ottimo per
l’ambiente, che si e’ trasformato – stando alle migliaia di
segnalazioni ricevute dal Codacons – in una colossale fregatura per i
consumatori italiani. In base ad una indagine pubblicata oggi sul blog
www.carlorienzi.it , infatti, emerge come le nuove buste della spesa
siano mediamente piu’ piccole del 30% rispetto ai vecchi sacchetti di
plastica, e il loro costo si sia quasi raddoppiato, passando da una
media di 5-6 centesimi di euro ad un prezzo che varia tra i 9 e i 10
centesimi di euro cadauna.
      Non solo: gli utenti denunciano come le nuove buste siano anche
poco resistenti, ed emanino un odore sgradevole. Ma il blog del
presidente Codacons www.carlorienzi.it fornisce anche dei numeri
interessanti: in Italia si utilizzano mediamente 20 miliardi di buste
all’anno, ossia 300 sacchetti a cittadino. Cio’ equivale –
considerando i prezzi medi sopra citati – ad una spesa procapite che
se nel 2010 era pari a 15/18 euro annui, a partire da quest’anno sara’
pari a 27/30 euro su base annua, ossia un rincaro compreso tra il 66%
e l’80%. Un business che da solo vale la bellezza di 2 miliardi di
euro all’anno!!
      Se poi consideriamo che le buste sono piu’ piccole e meno
resistenti – si legge ancora – la spesa annua a cittadino arrivera’ a
quota 50 euro. Da qui nasce l’iniziativa lanciata dal Codacons
attraverso il blog www.carlorienzi.it ”boicottiamo le buste della
spesa”: si tratta di rincari inaccettabili e ingiusti, considerato
che i sacchetti della spesa che riportano il marchio del supermercato
dovrebbero essere gratuiti per i consumatori – si legge sul blog – Di
qui l’invito a tutti i cittadini a boicottare le buste della spesa,
portandosi direttamente da casa sportine, sacchetti di tela, borse e
qualsiasi altro involucro capace di contenere la nostra spesa, cosi’
da evitare di regalare soldi alla grande distribuzione, difendere
l’ambiente e ottenere a fine anno un risparmio non indifferente,
costringendo al tempo stesso i supermercati a rivedere la loro folle
politica.

 

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