15 Dicembre 2006

CONSUMI: CALA ALIMENTARE, MA VINCE VOGLIA DI QUALITA`

CONSUMI: CALA ALIMENTARE, MA VINCE VOGLIA DI QUALITA`




PRESENTATA RICERCA `EATALY`, ITALIANI PREFERISCONO CIBI SICURI









(ANSA) – ROMA, 14 dicembre – E` lenta ma costante la

contrazione dei consumi alimentari degli italiani. Negli ultimi

5 anni il potere di acquisto delle famiglie è calato del 14%,

una perdita che si riflette nel valore, nelle quantità e nella

qualità dei prodotti. Non è un caso che l`88% degli italiani

ritiene che un alimento certificato costi di più,

considerandolo di nicchia. Eppure il 67% è disposto a fare

qualche economia per avere alimenti sicuri che, per l`84% sono

italiani.

E` un quadro assai sfaccettato quello che emerge dalla

ricerca Eataly-MangioItaliano realizzata da Adoc, Adusbef,

Codacons, Federconsumatori e Ancc-Coop con il finanziamento del

Mipaaf, presentata oggi a Roma. Si tratta di uno spaccato sul

livello di informazione e consapevolezza d`acquisto, con

l`obiettivo di valorizzare e rendere più trasparente il consumo

dei prodotti made in Italy attraverso strumenti informativi,

primo tra tutti l`etichettatura di origine; un sistema che,

secondo il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta,

intervenuto alla presentazione, deve essere rafforzato a livello

Ue dove occorre aprire al più presto un confronto, per renderlo

obbligatorio su tutti i prodotti.

Ma gli italiani proprio su questo tema si contraddicono:

secondo la ricerca il 96% vorrebbe sempre indicato in etichetta

il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti agricoli, ma

poi solo il 40% la controlla al momento della spesa. Pigri? Non

proprio, meglio definirli ancora poco abituati al concetto di

rintracciabilità, che rimane comunque strumento indispensabile

per lo sviluppo economico dell`agricoltura nazionale. La materia

prima risulta infatti essere quell` esclusività che, se

rintracciata, consente di recuperare valore. L`82% del campione

si dichiara infatti fruitore abituale di prodotti italiani e l`

83% di essi ha espresso una piena soddisfazione per la loro

qualità.

“La ricerca – afferma il responsabile consumi della

Coldiretti, Stefano Masini conferma la preferenza dei prodotti

italiani, che hanno un punto di forza dato dall`immagine

italiana e uno di debolezza dovuto alla carenza delle

infrastrutture delle filiere“. Un nervo scoperto questo, su cui

secondo il presidente di Fedeconsumatori, Rosario Trefilletti,

occorre lavorare. “Le filiere vanno razionalizzate per poter

ridare ossigeno al consumatore, che potrà così soddisfare più

facilmente la sua domanda di qualità“. Non è un caso che il

68% del campione conosca il significato dei prodotti a

denominazione Dop e Igp, anche se in modo superficiale e il 76%

li sostituirebbe volentieri nel proprio carrello della spesa.

Secondo Trefiletti poi la strada da percorrere deve essere

quella di una comunicazione più trasparente e chiara, strumento

infallibile anche per sconfiggere i casi di contraffazione

alimentare, il cui valore secondo la Coldiretti, ammonta a 50

miliardi di euro l`anno. (ANSA).

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