CONSUMI: CALA ALIMENTARE, MA VINCE VOGLIA DI QUALITA`
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fonte:
- Ansa
PRESENTATA RICERCA `EATALY`, ITALIANI PREFERISCONO CIBI SICURI
(ANSA) – ROMA, 14 dicembre – E` lenta ma costante la
contrazione dei consumi alimentari degli italiani. Negli ultimi
5 anni il potere di acquisto delle famiglie è calato del 14%,
una perdita che si riflette nel valore, nelle quantità e nella
qualità dei prodotti. Non è un caso che l`88% degli italiani
ritiene che un alimento certificato costi di più,
considerandolo di nicchia. Eppure il 67% è disposto a fare
qualche economia per avere alimenti sicuri che, per l`84% sono
italiani.
E` un quadro assai sfaccettato quello che emerge dalla
ricerca Eataly-MangioItaliano realizzata da Adoc, Adusbef,
Codacons, Federconsumatori e Ancc-Coop con il finanziamento del
Mipaaf, presentata oggi a Roma. Si tratta di uno spaccato sul
livello di informazione e consapevolezza d`acquisto, con
l`obiettivo di valorizzare e rendere più trasparente il consumo
dei prodotti made in Italy attraverso strumenti informativi,
primo tra tutti l`etichettatura di origine; un sistema che,
secondo il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta,
intervenuto alla presentazione, deve essere rafforzato a livello
Ue dove occorre aprire al più presto un confronto, per renderlo
obbligatorio su tutti i prodotti.
Ma gli italiani proprio su questo tema si contraddicono:
secondo la ricerca il 96% vorrebbe sempre indicato in etichetta
il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti agricoli, ma
poi solo il 40% la controlla al momento della spesa. Pigri? Non
proprio, meglio definirli ancora poco abituati al concetto di
rintracciabilità, che rimane comunque strumento indispensabile
per lo sviluppo economico dell`agricoltura nazionale. La materia
prima risulta infatti essere quell` esclusività che, se
rintracciata, consente di recuperare valore. L`82% del campione
si dichiara infatti fruitore abituale di prodotti italiani e l`
83% di essi ha espresso una piena soddisfazione per la loro
qualità.
“La ricerca – afferma il responsabile consumi della
Coldiretti, Stefano Masini conferma la preferenza dei prodotti
italiani, che hanno un punto di forza dato dall`immagine
italiana e uno di debolezza dovuto alla carenza delle
infrastrutture delle filiere“. Un nervo scoperto questo, su cui
secondo il presidente di Fedeconsumatori, Rosario Trefilletti,
occorre lavorare. “Le filiere vanno razionalizzate per poter
ridare ossigeno al consumatore, che potrà così soddisfare più
facilmente la sua domanda di qualità“. Non è un caso che il
68% del campione conosca il significato dei prodotti a
denominazione Dop e Igp, anche se in modo superficiale e il 76%
li sostituirebbe volentieri nel proprio carrello della spesa.
Secondo Trefiletti poi la strada da percorrere deve essere
quella di una comunicazione più trasparente e chiara, strumento
infallibile anche per sconfiggere i casi di contraffazione
alimentare, il cui valore secondo la Coldiretti, ammonta a 50
miliardi di euro l`anno. (ANSA).
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