Consumi ancora giù, persino per i ricchi
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fonte:
- La Sicilia
ROMA. Si accorciano gli scontrini degli italiani. Le famiglie spendono in media 2.359 euro al mese nel 2013, il 2,5% in meno rispetto all’ anno precedente, secondo gli ultimi dati Istat. I consumi tornano indietro di 10 anni al 2004, e per una famiglia su due scendono sotto la soglia dei 2.000 euro, con una spesa mediana di 1.989 euro al mese. I risparmi colpiscono tutte le classi di spesa, con anche i più ricchi che aprono meno il portafogli: le ultime due fasce, che raggruppano il 20% delle famiglie più agiate, riducono i consumi rispettivamente dello 0,6% e dell’ 1,6%. I tagli quindi sono generalizzati, ma molto più accentuati per i nuclei a basso livello di consumo. A guidare la classifica dei “sacrifici” ci sono in particolare le coppie con due figli (-4,4% fino a 2.891 euro) e le famiglie operaie (-5,9%) che spendono 2.192 euro, oltre 1.400 in meno di quelle di imprenditori e professionisti. Profonde distanze emergono a livello territoriaDA NORD A SUD FAMIGLIE ALLE STRETTE le tra Nord e Sud. Il Trentino -Alto Adige ha la spesa più elevata, 2.968 euro, quasi il doppio di quella della Sicilia. Sul podio per la spesa più alta ci sono anche Lombardia e Veneto, mentre fanno da fanalino di coda, oltre alla Sicilia, Calabria e Sardegna. Non stupisce, a fronte di questi dati, il cambiamento delle abitudini a tavola che vede il 65% delle famiglie ridurre la qualità o la quantità del cibo comprato (erano il 62,3% nel 2012) e sempre più consumatori a rivolgersi agli hard discount (dal 12,3% del 2012 al 14,4% nel 2013). In generale la spesa alimentare resta “stazionaria”, nonostante il crollo degli acquisti di carne (-3,2%), e assorbe quasi un quinto delle uscite per consumi. La spesa non alimentare perde invece il 2,7% e vede le contrazioni più forti per l’ abbigliamento e le calzature (8,9%), il tempo libero e la cultura (-5,6%) e le comunicazioni (-3,5%). In termini reali, la riduzione dei consumi riporta il livello della spesa indietro di 20 anni, sotto i valori del 1993, e il 2014 “non dovrebbe far segnare una rilevante inversione di tendenza”, osserva l’ Ufficio Studi Confcommercio, che sollecita una riduzione delle tasse per stimolare la crescita. Mentre il Codacons evidenzia come in cinque anni, dal 2008 al 2013, la spese media delle famiglie sia calata di 126 euro al mese. “Gli italiani sono alla frutta – afferma il presidente Carlo Rienzi – non comprano perché non hanno soldi da spendere”. La riduzione della spesa è “un andamento inevitabile, vista la forte contrazione del potere di acquisto di oltre il 13,4% dal 2008 ad oggi”, dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Per porre un argine entrambi chiedono un piano per il lavoro e l’ estensione del bonus di 80 euro ai pensionati, agli incapienti e alle famiglie numerose, una misura che farebbe aumentare la domanda dello 0,8-0,9%
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