23 Ottobre 2010

Consumi al palo, si risparmia sugli alimentari

ROMA Gli italiani tengono ancora ben stretti i cordoni della borsa, agosto conferma il ristagno dei consumi, con le vendite ferme rispetto a luglio e in «lievissimo» aumento su base annua (+0,3%). Sul mancato rilancio pesa il calo degli acquisti alimentari: ormai risparmiare sulla tavola non è più un tabù. A certificarlo è l’ Istat, che registra una riduzione delle vendite nel settore ‘ food’ sia a confronto con lo stesso mese del 2009 (-0,8%), quando la crisi si faceva sentire ancora su tutti i fronti, sia con luglio scorso (-0,5%). Insomma, non si vedono ancora segnali di ripresa, basti pensare che nei primi otto mesi dell’ anno, rispetto allo stesso periodo del 2009, la crescita è stata pari a zero, con i prodotti alimentari in passivo. Guardando più da vicino la performance tendenziale, gli ultimi dati dell’ Istituto di statistica evidenziano come abbia sofferto anche la grande distribuzione (-0,3%). In particolare, vanno male gli ipermercati (-1,9%). Al contrario limitano le perdite i discount (-0,1%) e, sopratutto, rialzano la testa i piccoli negozi (+0,8%), solitamente schiacciati proprio dalla Gdo. Eppure, nonostante agosto sia il mese di vacanza per eccellenza, quest’ anno gli esercizi commerciali hanno tenuto quasi sempre le saracinesche alzate, continuando a lavorare probabilmente proprio per cercare di recuperare. L’ Istat ha fatto notare che «le imprese al dettaglio hanno dichiarato, in media, 25,9 giorni di apertura», «un numero molto elevato». Consola, invece, l’ andamento delle vendite per il ‘ no food’ (+0,2% su mese, +0,9% su anno), con rialzi tendenziali rilevanti per le voci ‘ Foto-ottica e pellicolè (+5,9%) e Mobili, articoli tessili, arredamento (+3,1%). Mentre il capitolo Elettrodomestici, radio, tv e registratori ha registrato un calo (-2,7%). Sia i commercianti che i consumatori commentano con preoccupazione i dati diffusi dall’ Istat: per Confcommercio «permane una situazione di difficoltà sul versante dei consumi di beni da parte delle famiglie». Esprimono timori anche Adusbef e Federconsumatori, sopratutto riguardo al ribasso segnato dagli alimentari, dove «i consumi calano non solo in quantità, ma anche dal punto di vista qualitativo». Sulla stessa linea il Codacons, che incalza: è evidente «il fallimento del decreto incentivi». Per l’ associazione sarebbe meglio concentrare tutte le risorse in un solo settore, «quello degli elettrodomestici».

 

 

 

 

 

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