Consumi a picco, si taglia sul cibo
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fonte:
- L`Unione Sarda
Crollano i consumi degli italiani e la spesa media per famiglia torna ai livelli del 1997. La Sardegna, terz’ ultima tra le regioni, soffre: si allarga la forbice tra la spesa media italiana e quella di una famiglia sarda, passata dai 248 euro del 2005 ai 540 euro di oggi.I NUMERI L’ Istat ha certificato ieri che nel 2012 la spesa media mensile per una famiglia è stata pari, nel nostro Paese, a 2.419 euro, 69 in meno (-2,8%) rispetto all’ anno precedente. Non solo. La percentuale delle famiglie che hanno ridotto la qualità o la quantità dei generi alimentari è cresciuta di quasi dieci punti percentuali, passando dal 53,6% del 2011 al 62,3% del 2012. In altri termini, sei nuclei familiari su dieci cercano di risparmiare e lo fanno per poter arrivare a fine mese, visto che si sono ridotti gli stipendi. E crescono le famiglie, il 12,3% contro il 10,5% del 2011, che si recano nei discount. LA SARDEGNA Nell’ Isola, la spesa media mensile di una famiglia nel 2012 è stata pari a 1.879 euro, il 78% della media nazionale che si attesta a 2.419 euro appunto. La capacità di spesa delle famiglie sarde si è ridotta in un anno di 42 euro. In tutto il Paese crescono le differenze tra chi fa l’ imprenditore o il libero professionista e chi lavora come operaio: la forbice di spesa nel 2012, in tutto il Paese, è stata di 1.100 euro, visto che i primi hanno uscite che arrivano fino a 3.489 euro, e le famiglie degli operai non vanno oltre i 2.329 euro al mese.LA COMPOSIZIONE DELLA SPESA Le uscite che incidono maggiormente sulle famiglie sarde riguardano la gestione della casa: si spendono 594 euro, 77 in più (+15%) rispetto al 2011. Altro capitolo importante è quello degli alimentari: la spesa nell’ Isola si attesta a 440 euro e rappresenta il 23,4% del budget mensile, mentre la media nazionale è del 19,4%. I sardi spendono in termini percentuali più delle altre famiglie italiane per mangiare, nonostante questa voce di costo si sia ridotta, dal 2008 a oggi, di circa 40 euro. Peraltro, il totale della spesa delle famiglie sarde, nel 2005 rappresentava il 90% della media nazionale, mentre oggi non si va oltre il 78%.Le uniche voci che hanno visto crescere le uscite, per quanto riguarda le famiglie sarde, sono state nel 2012 quelle per l’ abitazione e i combustibili. Le altre, invece, registrano tutte il segno meno. Nel caso dell’ abbigliamento e delle calzature, la spesa media è scesa di 15 euro, e quella per gli alimentari addirittura di 36 euro.LE ALTRE REGIONI Il Trentino-Alto Adige e in particolare la provincia di Bolzano, è l’ area del Paese apparentemente più ricca, nel senso che registrano la spesa media mensile più elevata (2.919 euro), seguita da Lombardia (2.866 euro) e Veneto (2.835 euro). All’ ultimo posto, così come lo scorso anno, la Sicilia, con una spesa media mensile di 1.628 euro, 1.300 euro inferiore a quella del Trentino-AltoAdige, spiega l’ Istat.A soffrire di più in tutto il Paese sono le coppie con uno o due figli (che fanno registrare un calo delle uscite rispettivamente del 4,0% e del 6,3%), mentre un aumento della spesa media mensile si osserva solo tra le coppie di anziani (+5,0%). Dati che fanno insorgere le associazioni dei consumatori. Il Codacons calcola che la riduzione degli acquisti in media sia stata pari per l’ intero 2012 a 828 euro, ovvero 69 euro in meno al mese. Federconsumatori e Adusbef stimano in 302 euro annui la diminuzione dei consumi alimentari per una famiglia di tre persone. «Viviamo una crisi di consumi», dicono i consumatori, «se gli italiani devono ridurre gli acquisti di cibo, non si possono permettere di acquistare elettrodomestici solo perché ci sono incentivi».Giuseppe Deiana.
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