11 Febbraio 2003

Consumatori: Vanna paghi





Rappresentano un diritto collettivo, hanno diritto di sedersi al tavolo dei risarcimenti. Tre associazioni dei consumatori ammesse a riscuotere, quale esso sia, un rimborso nel processo contro Vanna Marchi e soci. Quindici pagine, e ben nove di queste spese a motivare una decisione probabilmente destinata a fare giurisprudenza, e, comunque, in netta controtendenza con il recentissimo orientamento di altro giudice che ha escluso le stesse associazioni consumatori dalle parti civili della terribile strage di Linate.
Il giudice dell`udienza preliminare Michele Di Lecce ha bypassato i super-motivati pareri negativi delle difese, e persino quello del pubblico ministero Luca Villa, ammettendo come parti civili Codacons, Federconsumatori e Lega Consumatori. Le tre associazioni si assommano ai 59 privati riconosciuti dal giudice, che ha respinto una sola richiesta, come incompleta e inammissibile.
Seppure le associazioni dei consumatori si siano attivate, stando allo stesso gup, «tardivamente e in modo scarsamente efficace sul piano informativo…, visto che il procedimento in corso, (25 imputati e circa 150 persone offese identificate) è sorto solo a seguito di un servizio televisivo (Striscia la notizia, ndr), ciò non toglie che la sussistenza dei reati contestati possa arrecare un danno non patrimoniale a Codacons, Federconsumatori e Lega Consumatori, associazioni portatrici di un diritto collettivo che è divenuto la loro stessa ragion d`essere; dal che discende che la eventuale lesione di quel diritto è tale da produrre anche la lesione della posizione giuridica propria delle associazioni».
Il giudice si rifà alla legge 281 del 1998 che ha disciplinato i diritti dei consumatori, e, fra l`altro, all`orientamento della Cassazione, per il quale danneggiati risultano «quanti si siano costituiti in sodalizio per amore di ben individuati interessi superindividuali, nella cui cura in modo più pieno hanno ritenuto di realizzare la propria personalità, in sintonia con la sollecitazione solidaristica e partecipativa della nostra Carta Costituzionale…». Da qui «il riconoscimento della legittimazione ad agire di Codacons, Federconsumatori e Lega Consumatori in questo giudizio al fine di ottenere il risarcimento dei danni loro cagionati dall`agire degli imputati».

Le associazioni hanno chiesto danni per quasi tre miliardi di vecchie lire. Poi ci saranno da quantificare i risarcimenti delle 59 parti, lese in modo diretto dalla magia televenduta dalla Vanna Marchi & C., che a vario titolo deve rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e pubblicità ingannevole.
La quantità delle parti civili riconosciute, in tutto 62, potrebbe segnare una svolta nell`udienza preliminare (la prossima il 5 marzo), che vedeva tutti gli imputati orientarsi sui riti alternativi. Formalizzate diciotto richieste di patteggiamento, che riguardano imputati minori, e una di abbreviato da parte dell`amministratore di Asciè e Anidene, Antonio Martino. Potrebbero però sfumare le istanze di abbreviato da parte dei cinque imputati principali. E proprio perchè all`abbreviato, e al considerevole sconto di pena, è connessa una concreta volontà risarcitoria. Per ora, Alberto Menoncello, un amministatore, ha dichiarato di voler rimborsare gli offesi. E anche il compagno di Vanna, Domenico Campana, ha chiesto il permesso di andare a San Marino, per smobilizzare dei fondi.



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