29 Settembre 2010

Consumatori, un bilancio: le conciliazioni come unico strumento di equilibrio nelle tlc

Le conciliazioni paritetiche non sono allo sbando. Nelle TLC, dove sono obbligatorie per poter eventualmente adire le vie giudiziarie, le conciliazioni paritetiche tra Associazioni Consumatori e Imprese (unitamente a quelle svolte dai Corecom e dalle Camere di commercio) sono l’unico strumento di equilibrio che contrasta le tantissime pratiche scorrette delle aziende di TLC. Solo nel 2009, infatti, l’Antitrust ha emesso 56 sanzioni.

Secondo Adiconsum, Cittadinanzattiva, Codici, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori TLC le conciliazioni paritetiche nel settore delle tlc godono ottima salute. Sono state 13.673 nel 2009 e il 92% con esito positivo.

La conciliazione paritetica è l’unico metodo che i cittadini hanno per risolvere un contenzioso con l’impresa, ottenendo un risultato veloce, gratuito e soprattutto assistito dal personale competente delle Associazioni Consumatori. La dimostrazione sono le 13.673 conciliazioni paritetiche effettuate nel 2009 con una risoluzione positiva del 92%.

Questi risultati evidentemente creano invidia a qualche organizzazione che dichiara che le conciliazioni paritetiche sono allo sbando. Ci riferiamo al presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato A.N.P.A.R., Dr. Pecoraro, che prende spunto dalla decisione di H3G di non adeguarsi alle richieste dell’Agcom, perdendo così il riconoscimento della conciliazione.

Nel caso specifico è bene precisare che chi è allo sbando è H3G che decide di rinnegare i suoi impegni e di allontanarsi dai consumatori, non certamente le Associazioni Consumatori né tantomeno l’istituto della conciliazione.

La caratteristica principale della conciliazione paritetica è proprio quella di essere un’intesa fra due parti: i consumatori e l’azienda. La capacità di garantire un adeguato accesso alla conciliazione dipende dall’impegno che ci mette l’azienda nel realizzarla. Nel caso di "3" è l’azienda che ha scelto di non adeguarsi, ritenendo inutile investire sull’assistenza ai clienti. H3G ci ha ripensato perdendo quel riconoscimento dell’Agcom che prima era un suo fiore all’occhiello.

Nel suo comunicato il Dr. Pecoraro dimostra di non essere informato o di voler stravolgere la realtà per suo interesse,  affermando che è H3G a denunciare il mancato rispetto del protocollo mentre è evidente che è il contrario: sono le Associazioni che denunciano il ripensamento di H3G ed il mancato rispetto di quanto sottoscritto!

Il presidente dell’A.N.P.A.R. continua ad essere impreciso quando dice che per promuovere il tentativo di conciliazione, ci si rivolge ad altri organismi solo dove i Corecom non ci sono o non hanno la delega per operare. È falso! È il consumatore che è libero di scegliere l’organismo che preferisce fra quelli previsti dalle delibere Agcom! La conciliazione paritetica ha stessa dignità delle altre conciliazioni previste dalla delibera Agcom 173/07/CONS ed è ovviamente un’opportunità in più offerta al consumatore.

La conciliazione paritetica ha sicuramente delle sue particolari prerogative da non sottovalutare. Poiché sono realizzate attraverso un accordo sottoscritto fra l’azienda e le associazioni rappresentative dei consumatori necessitano di un costante rapporto fra le due parti che dialogano reciprocamente fra loro a vantaggio dei diritti del consumatore, non solo preoccupandosi di risolvere l’eventuale contenzioso, ma soprattutto avendo attenzione a prevenirlo e di conseguenza ridurlo.

Nessun organismo di Conciliazione riconosciuto dal Ministero di Grazie e Giustizia può vantare questa caratteristica di normalizzazione del mercato.

La conciliazione paritetica è sana e lo dimostrano le tante aziende che hanno accolto la conciliaizone paritetica: Telecom, Wind, Fastweb, Vodafone, Teletù.

Appare evidente che la conciliazione paritetica nasce da un incontro e non da uno scontro. Essa esiste se l’azienda ha la volontà di instaurare un rapporto costruttivo con i consumatori. Essa contribuisce allo sviluppo del mercato, migliorando il sistema di assistenza dell’impresa al cliente.

H3G ha scelto di abbandonare la strada della collaborazione ponendo fine, allo stato attuale, al rapporto fra consumatori e l’azienda.

La decisione di H3G non pone quindi fine all’istituto della conciliazione paritetica che attualmente rimane l’unico ad essere basato sulla concertazione ed il confronto.
 

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