2 Febbraio 2006

Consumatori: togliere e mettere non ha senso

Per i rappresentanti si tratterebbe “di un metodo per fare tornare i conti dell`inflazione“
Consumatori: togliere e mettere non ha senso

Roma“L`Istat non cessa di stupirci con le scelte che annualmente fa per la composizione del paniere in base al quale viene effettuata la rilevazione dei beni al consumo. Tutto fa pensare che i prodotti da eliminare e quelli da inserire nel paniere vengano scelti in funzione della capacità di far apparire più o meno basso il tasso di inflazione“. Lo afferma il presidente del Movimento difesa del cittadino, Antonio Longo, commentando il paniere 2006 dell`istituto nazionale di statistica.“Non si comprende perché soltanto adesso viene inserito il latte in polvere per i neonati, che oggi costa mediamente il 30-40\% meno di un anno fa dopo le aspre battaglie portate avanti dalle associazioni di consumatori e dall`Autorità Antitrust contro le case farmaceutiche“, spiega Longo, così come non si capisce l`aumento del peso dell`energia, cresciuto di un solo decimo di punto, quando carburanti, elettricità e gas subiscono ormai da 12 mesi aumenti molto più consistenti“. “L`impressione è che nonostante le Commissioni paludate di cui si vanta, l`Istat proceda a tentoni, senza una rigorosa logica di rilevazione del reale mercato e delle scelte quotidiane dei consumatori – conclude Longo – Il fatto poi che invece di completare i punti di rilevazione, come da anni chiediamo, addirittura si facciano passi indietro (entra Vercelli ed escono Avellino e Teramo) adducendo difficoltà degli uffici statistici comunali è una conferma dello sbando in cui versa l`Istituto, che non è in grado di supplire ad eventuali carenze locali e si affida completamente all`efficienza o meno delle amministrazioni comunali“. Non la pensano diversamente Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, per le quali “aggiungere o togliere alcune voci non risolve i veri problemi del paniere Istat, che riguardano le modalità delle rilevazioni dei prezzi ed i pesi assegnati a ciascuna voce“. Al di là di queste osservazioni, proseguono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, “la questione fondamentale, e sulla quale insistiamo, è quella di modificare e aggiornare in termini più attinenti alla realtà i pesi adoperati nel paniere, migliorare in qualità e quantità l`accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo, e creare panieri diversificati in grado di rappresentare meglio la situazione reale delle diverse categorie di consumatori. Solo attuando queste modifiche sarà possibile arrivare ad un paniere e a un dato sull`inflazione rappresentativo e credibile, nell`interesse di tutti i cittadini costretti a subire, oltre al danno, la beffa di un tasso mensile di parecchio inferiore a quello reale“.

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