14 Gennaio 2003

Consumatori: stop ai rincari, multe per i commercianti furbi

L?Intesa chiede una nuova legge e denuncia Bankitalia all?Ue: sparite le monete da 1 e 2 centesimi
Consumatori: stop ai rincari, multe per i commercianti furbi

«Il codice penale contro gli aumenti dei prezzi oltre il triplo dell?inflazione»






Roma. Adottare un nuovo articolo del codice penale per punire per legge i commercianti «che ci marciano». È l?ultima proposta dell?Intesa dei consumatori per porre un freno alla corsa dei prezzi. Intervenendo nelle polemiche sui rincari, le associazioni difendono l?Istat, ma chiedono le dimissioni del suo presidente, colpevole di gestire l?Istituto come un «baraccone». Dopo aver denunciato per mesi gli aumenti dei prezzi che hanno colpito i consumatori, l?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) passa ora dalle parole ai fatti e chiede che accanto all?articolo 501 che punisce il reato di aggiotaggio sia inserito un 501 bis contro i commercianti che aumentano i prezzi di oltre il triplo rispetto all?incremento dell?inflazione segnalato dall?Istat. Pena una multa tra i 500 e i 50 mila euro. Le associazioni propongono inoltre ai cittadini di «disdettare tutti i conti correnti aperti presso le banche che hanno venduto bond argentini e titoli fregatura», di boicottare i distributori di benzina Erg e Esso, colpevoli degli aumenti maggiori, e di ricorrere al giudice di pace per ottenere il rimborso del 20% sulle polizze pagate dal ?95 al 2000 alle compagnie assicurative multate dall?Antitrust. Le associazioni dell?Intesa denunciano infine la scomparsa delle monete da 1 e 2 centesimi, «introvabili persino agli sportelli bancari perchè la Banca d?Italia non le fornisce». Si tratta – affermano i consumatori – di «una situazione grave, confermata anche da alcune banche, che ha causato un ulteriore arrotondamento dei prezzi e che porta oggi l?Intesa a denunciare la Banca d?Italia all?Unione europea». Intervenendo infine nelle polemiche che hanno visto l?Istat sul banco degli imputati, l?Intesa ribadisce il suo no alla «privatizzazione delle statistiche», ma sferra un attacco diretto contro il presidente, Luigi Biggeri, accusato di gestire l?Istituto come un «baraccone».
I rincari. Un aumento tra il 2001 e il 2003 dell?11% per gli impiegati, di quasi il 7% per le casalinghe, del 12,6% per gli studenti e di ben il 22,5%, il più alto, per i pensionati. Questa, secondo l?Intesa dei consumatori, la variazione della spesa con cui ogni giorno quattro tipologie di consumatori si trovano a dover fare i conti. Le associazioni hanno disegnato una giornata tipo per studenti, casalinghe, impiegati e pensionati, prendendo in considerazione gli acquisti che ogni tipologia effettua più spesso. In due anni la spesa standard di una casalinga (colazione per 4 persone, merenda per i figli, spesa al mercato, parrucchiere, cena per 4) è passata da 135 mila lire a 74,55 euro (+6,8%), mentre per un pensionato, la variazione è stata di poco più di 16.000 lire a 10,41 euro, cioè di oltre il 22%.
Le reazioni. Replicano i sindacati dei commercianti alla proposta dei consumatori di punire con multe salate i commercianti furbi non si sono fatte attendere. «L?Intesa ha dato il via a una vera e propria caccia alle streghe che rischia di trasformare la guerra dei prezzi in una guerra tra commercianti e consumatori». Così il presidente della Confesercenti Marco Venturi «Basta con questo terrorismo alla ricerca di titoli di giornale – dice Venturi – il balletto dei dati fai da te sull?aumento dei prezzi non fa altro che aumentare la confusione nei cittadini, che ormai vengono sempre più spinti a considerare i commercianti dei profittatori e degli speculatori, al di là del reale andamento dei mercati». Secondo Confesercenti, infatti, l?Intesa, proponendo l?introduzione di multe per i commercianti «che ci marciano» e invitando i cittadini a boicottare i distributori di benzina più cari non fa che «fomentare un clima di sospetto tra i consumatori». L?organizzazione dei commercianti si chiede quindi se, di fronte alla «costante campagna diffamatoria da parte dell?Intesa», sia opportuno portare avanti l?accordo ?Prezzo amico?, siglato con gli stessi consumatori e volto a mantenere stabile i prezzi di molti prodotti.



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