21 Luglio 2006

Consumatori, sindacati divisi

La Cgil con il Codacons, Cisl e Uil sono con Altroconsumo

Consumatori, sindacati divisi

Ma tutti attaccano i metodi di Rienzi: “Fa troppa politica“

ROMA Nella guerra sui fondi messa in atto dalle associazioni dei consumatori, nemmeno le sigle di emanazione sindacale trovano un comune sentire. La querelle tra Codacons e Altroconsumo – due trale più grandi associazioni dei consumatori in Italia – sui finanziamenti pubblici (si veda Il Sole24 Ore del 16 luglio) hanno diviso Federconsumatori (Cgil), Adiconsum (Cisl) e Adoc (Uil). La prima si èschierata con il Codacons le altre due con Altroconsumo. La posta in gioco sono 4 milioni di euro, i contributi statali di un quadriennio. Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, è favorevole alla revoca: “Altroconsumo èuna rivista, non un`associazione che fornisce assistenza “. A suo avviso, èsolo un problema di regole trasgredite, e da qui lascelta di sostenere Codacons con un intervento ad adiuvandum. Paolo Landi (Adiconsum) difende invece la sigla incriminata: “Un soggetto anomalo nel panorama del consumerismo, ma con un ruolo informativo importante“. Sulla stessa linea Carlo Pileri (Adoc). A dispetto di queste divergenze d`opinione, le associazioni nate da Cgil, Cisl e Uil, più di 260mila iscritti in tutto, sono caratterizzate da una storia simile. Tutte e tre, infatti, nascono nella seconda metà degli anni 80, tutte e tre affermano con forza la loro autonomia dall`associazione madre, ma la sopravvivenza di un legame piuttosto stretto è evidente: hanno spesso le stesse sedi, molti iscritti in comune e un certo numero di collaboratori che hanno militato in entrambi i campi. E il conflitto di interessi? “La Cgil non èstata certo felice quando abbiamo dichiarato guerra a bancari e assicuratori “ risponde Trefiletti. Il sindacato inoltre, pur contribuendo in minima parte al sostentamento dell“`esercito dei consumatori“, paga alcuni dei loro stipendi. Dalle telecomunicazioni ai trasporti, dalle assicurazioni alle banche, i terreni di battaglia delle tre associazioni quasi sempre coincidono. A differenziare Adiconsum, Federconsumatori e Adoc sono i numeri (disportelli, di progetti, di bilancio) e alcuni aspetti specifici della loro attività. La sigla legata alla Cisl, ad esempio, èmolto attiva sul fronte del sovraindebitamento ed èl`unica associazione dei consumatori ad aver avuto dal ministero del Tesoro il compito di gestire il Fondo di prevenzione usura. Il suo bilancio annuo èil più consistente (circa 2 milioni e mezzo di euro nel 2005) e la maggior parte dei suoi progetti sono finanziati dall`Europa. Federconsumatori invece, che si distingue per la sua battaglia contro la contraffazione, l`anno scorso ha gestito un milione e mezzo di euro, la parte più cospicua dei quali proveniva dal ministero dello Sviluppo Economico. Più ridotto il budget dell`Adoc, l`ultimo supera di poco il milione di euro (il 50% sono contributi pubblici), ma di grande interesse la sua attività nel trascurato campo dell`assistenza domiciliare. Tornando alla recente lotta intestina tra le associazioni, le tre sigle del sindacato concordano però nel muovere due accuse a Codacons. La prima attiene ai metodi che il suo presidente, Carlo Rienzi, usa per racimolare soldi: la diffida ad Altroconsumo, infatti, è solo l`ultima di una lunga serie di azioni legali volte a sottrarre i finanziamenti pubblici agli altri enti. In diverse Regioni,le denunce di “appropriazione indebita“ hanno colpito anche Federconsumatori, Adiconsum, e Adoc. Il secondo rimprovero nasce dalla scelta di Codacons di scendere nell`arena politica creando un partito dei consumatori. Scelta che, secondo i tre presidenti, ha snaturato l`intero movimento e la sua aspirazione ad essere trasversale. “La strumentalizzazione della fiducia dei cittadini a fini elettorali – dichiara Paolo Landi – è uno dei problemi più seri che il consumerismo di oggi deve affrontare“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this