19 Febbraio 2002

Consumatori: ricorso al Tar contro l`Istat

Consumatori: ricorso al Tar contro l`Istat


MILANO – Le associazioni dei consumatori contestano apertamente i dati Istat sull`inflazione e si dichiarano pronte a ricorrere al Tar ritenendo il paniere dell`Istituto di statistica inadeguato alla certificazione della dinamica inflattiva. Secondo Adiconsum, Codacons e Unione italiana consumatori l`attuale paniere con cui l`Istat calcola il tasso d`inflazione non è trasparente e non rappresenta uno strumento idoneo per valutare l`andamento dei prezzi al consumo. Con un paniere di beni più aderente a quella che è la realtà dei consumi degli italiani l`inflazione potrebbe salire anche al 3% nel 2002, denunciano i consumatori. «Il problema – ha detto Emanuele Piccari, dell`Unione italiana consumatori – risiede nel fatto che non è chiaro il modo con cui vengono fatte le rilevazioni effettuate dai Comuni. Qual è il metodo che viene seguito e quali, ad esempio, sono i punti vendita presso cui sono fatte le rilevazioni sui prezzi». È «inutile – ha aggiunto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che l`Istat continui a tenere nel paniere voci come la posta ordinaria quando invece tutti usano la posta prioritaria o che non vengano inserite nel sistema di rilevazioni voci come le spesa per i servizi notarili». Per questo, ha aggiunto Rienzi, «abbiamo chiesto all`Istat di conoscere l`intero paniere e sindacheremo tutti i prodotti inseriti nel paniere. L`Istat deve spiegare perché certi prodotti sono inseriti e altri no». A Milano peraltro ci sono state polemiche a proposito dei rincari massicci dei costi dei trasporti pubblici, peraltro censiti solo in parte dal paniere Istat. A innescare la miccia delle polemiche è stato dunque il changeover lira/euro. «Il passaggio alla moneta unica europea – secondo l`Adicosum – ha comportato «aumenti diffusi e anche strumentali come per giornali, pubblici esercizi, alimentari e medicinali che hanno determinato una perdita di potere d`acquisto di circa 500 euro a famiglia; l`aumento dell`inflazione ha eroso circa il 2-3% del potere d`acquisto di una famiglia-tipo. Il tasso di inflazione del 2,4% rilevato a gennaio «nasconde dati sommersi non rilevati. E non è da escludere che con la fine della fase della doppia circolazione ci possa essere anche una coda di aumenti». Intanto continua lo stato di agitazione del personale Istat: in mancanza di una intesa entro giovedì o venerdì non potranno essere diffusi i dati su fatturato e ordinativi di dicembre e sull`inflazione di gennaio.

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