10 Gennaio 2006

Consumatori, pronta una valanga di ricorsi

A una pioggia di avvisi corrisponde una pioggia di ricorsi. Una pratica peraltro prevista: nella busta verde spedita dalla Regione, infatti, c`è già il modulo per le “osservazioni del contribuente“. Cioè, per presentare ricorso. Di fronte alla massa di lettere gli utenti impugnano le contestazioni. Secondo chi li ha ricevuti, infatti, molti degli avvisi si riferiscono a pagamenti di imposte di possesso – i bolli auto – già in prescrizione o già versati. Chi si ribella, spesso, chiede appoggio alle associazioni che difendono i consumatori. Benedetto di Meglio, presidente della Federconsumatori, prova a spiegare quando scatta la prescrizione. “Il termine – dice – del recupero è di tre anni da quando doveva avvenire il versamento. La Cassazione ha stabilito che le cartelle esattoriali possono arrivare fino al quarto mese successivo alla prescrizione“. La Regione ha esteso i limiti, ma la Corte costituzionale ha stabilito che l`imposta non è prorogabile con legge regionale. Tuttavia la Regione, prosegue Di Meglio, “può avvalersi di un articolo della Finanziaria 2004, che ha differito al 31 dicembre 2005 la scadenza del recupero anche per i bolli degli anni 2000 e 2001“. Come si può notare, le certezze per il contribuente sono poche. I bolli 2000 e 2001 sono andati in prescrizione o no? Le associazioni sostengono di sì, a giudicare dal numero dei ricorsi contro il differimento della scadenza. Il problema non è solo quello della prescrizione, ma degli avvisi errati. Alla Federconsumatori, ad esempio, ha bussato un uomo che dovrà pagare 38mila euro: tra le varie voci, anche quelle relative ad alcune auto già vendute. A molte persone stanno arrivando anche avvisi relativi a somme già versate. Il presidente di Federconsumatori cita una cifra inquietante: tra avvisi “pazzi“ e inesatti, la richiesta di somme che non sarebbero esigibili “è superiore al 30 per cento“. “È giusto che chi debba pagare paghi – conclude Di Meglio – Ma non si può costringere l`utente a fare ricerche affannose, per scoprire magari che ha già pagato. La Regione ha il dovere di verificare, prima di far partire gli avvisi“. Giuseppe Ursini, presidente del Codacons, non cerca eufemismi: “È vergognoso – dice – Persino a un mio parente è arrivata una richiesta di pagamento del bollo auto degli ultimi tre anni. Solo che l`auto gli è stata rubata nell`87 e l`inchiesta fu chiusa con la perdita di possesso“. Anche la sezione napoletana si unirà al Codacons nazionale, che contesterà la legittimità costituzionale del differimento della prescrizione. Per Angelo Pisani, presidente di “Noi consumatori“, “dopo le cartelle pazze siamo alle intimazioni pazze. Le richieste sono state spedite senza controlli. E la Regione pretende che il cittadino dimostri di aver ragione: addirittura nell`avviso è contenuto un modulo per il ricorso. Chi non dimostra paga: è sconcertante. Vengono lesi i principi di correttezza, trasparenza e buona fede nei confronti del consumatore, ci sono tutti gli estremi per un`azione legale“.

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