16 Settembre 2003

Consumatori, oggi è sciopero

Consumatori, oggi è sciopero


Presidio in piazza Loggia. Filippini: «Aiutare gli anziani»








Contro l?aumento dei prezzi l?Intesa dei consumatori propone oggi il terzo «sciopero della spesa». Alle 10 tutti i cittadini sono invitati a un presidio in piazza Loggia, come avverrà a Roma, Milano e in tutte le principali città italiane, per fare sentire al Governo la voce dei consumatori. Con lo slogan «La sola borsa che sale è quella della spesa: fermiamola!» l?Intesa dei consumatori vuole intervenire attivamente per proporre al governo di bloccare la spirale dei prezzi e delle tariffe. Aderiscono all?Intesa consumatori il Codacons, Federconsumatori, Adusbef e Adoc.
L?Intesa consumatori iniziò la sua battaglia due anni fa, nel luglio 2001, quando denunciò le prime speculazioni sui prezzi, che avevano avuto origine nei mesi successivi al passaggio dalla lira all?euro. Secondo una ricerca dell?Intesa consumatori, negli ultimi sette mesi del 2003 l?aggravio delle uscite per l?aumento dei prezzi è stato, per una famiglia media italiana, di ben 1.381 euro. Si calcola che nel gennaio 2004, se l?impennata dei prezzi non subirà un arresto, ogni famiglia italiana dovrà spendere 2.817 euro più dello scorso anno, corrispondenti al 12 per cento di aumento.
La voce che grava di più sulla crescita dei prezzi sono le spese per gli alimentari. Negli ultimi sette mesi per procurarsi da mangiare si sono spesi 274 euro di più in media a famiglia, quantificabile in un aumento dell?11,9 per cento. Subito dopo gli alimentari, il settore che denuncia un altro aumento con due cifre in percentuale è quello dell?abbigliamento e calzature (» 10,7, con 192 euro in più). Di poco inferiori i servizi bancari (» 9,9 e 40 euro) e la scuola (» 8,7 per cento, 32 euro). Le Rc auto denunciano 62 euro di aumento (7,9 per cento), la sanità 68 euro (5,5) e i trasporti 205 euro (5 per cento).
Fausto Filippini della Federconsumatori, cosa chiedete ai cittadini con questo sciopero della spesa?
«Ci proponiamo di fare sentire la voce dei consumatori non solo con la protesta in piazza, ma anche con la scelta di astenersi per un giorno dalle spese che si possono evitare o rimandare di 24 ore. Ad esempio non entrando nei bar per il solito cappuccino, ma fare colazione a casa o portarsi il termos in ufficio; evitare di prendere il taxi, ma servirsi di mezzi pubblici o, se si usa la propria auto, non fare rifornimento di benzina durante la giornata di sciopero; fare la spesa il giorno prima o il giorno dopo lo sciopero, non andare al ristorante, ma portarsi colazione da casa; rinunciare al cinema o alla discoteca per passare una serata tra amici in casa. Sono indicazioni facili da seguire. Ma per la riuscita dello sciopero è determinante che tutti compiano queste scelte».
La pubblicità del governo ci spinge a salvare l?economia facendo la spesa. Voi suggerite di fare il contrario.
«Noi chiediamo una politica per le famiglie e gli anziani e di fare leva sulle dinamiche salariali controllando prezzi e tariffe. Cosa ben diversa dagli inviti a spendere quello che non si ha, perchè oggi la crescita dei redditi è più bassa dell?inflazione reale. Ma per difendere il potere di acquisto dei salari bisogna intervenire concretamente sulle cause strutturali e congiunturali delle tariffe e dei prezzi».
Cosa proponete?
«Modernizzare settori ad alto impatto tariffario, come luce, gas, acqua, carburanti e Rc auto, poi calmierare i prezzi attraverso accordi interprofessionali verificabili e sanzionabili, accordi di riorganizzazione di filiere produttive, a partire da quella fondamentale dell?alimentazione. Infine realizzare un concreto abbattimento del carico fiscale, soprattutto nelle famiglie meno abbienti, introducendo un bonus fiscale di 1.500 euro, da spendere subito, per tutti i redditi fino a 15.000 euro annui, e restituire il fiscal drag a tutti i contribuenti».
Ora anche il ministro Marzano chiede l?intervento della polizia municipale contro il caro vita.
«Non pensiamo che siano risolutori interventi estemporanei senza che il Governo, al quale chiederemo un incontro in tempi brevi, rinunci a una politica che ha favorito gli accordi con le compagnie di assicurazione. Proponiamo di mettere sotto controllo i prezzi e le tariffe come quelle di Rc auto, autostrade e ferrovie. Chiediamo di defiscalizzare di 7,5 centesimial litro i carburanti, per abbattere i costi di trasporto che incidono sui prezzi; diminuire dal 20 al 10 per cento l?Iva sul gas; portare i mutui agevolati sotto il tasso di usura, con grandi risparmi per famiglie e enti locali. Queste sono scelte concrete che farebbero rallentare l?inflazione».






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