Consumatori: niente scuse, bisogna risarcire i contribuenti
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Fisco, cartelle pazze
un piccolo vademecum
Occhio ai pagamenti fino al 1997
ROMA Sono soprattutto i ruoli precedenti al 1997 quelli per i quali potrebbero verificarsi i casi di «avvisi pazzi» nell`operazione di condono sulle contestazioni avanzate dal fisco nel passato. E, se mancano indicazioni certe sul ruolo che viene riproposto con la sanatoria, il contribuente farà bene ad informarsi per sapere cosa richiedeva la cartella originaria e se il «debito» è già stato saldato. In ogni caso le lettere inviate in questi giorni dai concessionari sono solo «avvisi» e non ingiunzioni di pagamento e l`adesione al condono è solo su base volontaria.
Sono queste le indicazioni per affrontare il rischio di incappare in un «avviso pazzo» (qualche migliaio) tra i circa 5 milioni di lettere inviate in questi giorni dai concessionari della riscossione per proporre la sanatoria sulle iscrizioni a ruolo. La norma è prevista dalla finanziaria e consente di sanare il passato pagando, con uno sconto del 75%, il debito originario previsto da ruoli esattoriali precedenti al 31 dicembre 2000. Per questa forma di condono il meccanismo messo a punto ha stabilito l`invio di un «avviso» da parte dei concessionari della riscossione nel quale deve essere indicato l`importo ricalcolato in base allo «sconto» della sanatoria. Il problema dell`esattezza delle richieste inviate è nato soprattutto per i ruoli precedenti al 1997 che la stessa Agenzia delle Entrate, con un provvedimento del 28 febbraio scorso, aveva chiesto ai concessionari di non inserire tra gli avvisi, perché a rischio di errori.
Sono proprio queste le richieste che i contribuenti faranno bene a verificare, controllando soprattutto se il «debito» è già stato pagato. Se è così non dovranno fare nulla: sarà comunque meglio tenere in serbo la ricevuta del vecchio versamento. La richiesta di informazioni, invece, è inevitabile nel caso in cui la lettera inviata dai concessionari non riporti, così come era stabilito, le indicazioni della cartella esattoriale originaria. In questo caso il contribuente dovrà richiedere informazioni ai concessionari.
In ogni caso la legge fissa dei termini per la decadenza delle richieste fatte dall`amministrazione, che il contribuente farà bene a non dimenticare. Occorre infatti che il ruolo sia stato reso esecutivo (cioè che sia stata inviata la cartella) entro un determinato termine: per i ruoli precedenti al 1997 questo è fissato al quinto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione oggetto del controllo. Ora invece i tempi sono differenziati: se si tratta di verifiche automatizzate vanno notificate entro il secondo anno successivo a quello della dichiarazione; negli altri casi entro il terzo anno successivo.
Consumatori: risarcire i contribuenti –
Non bastano le scuse del ministro: se le cartelle pazze fanno perdere tempo e denaro occorre anche risarcire i contribuenti. Lo affermano le associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori invitando i contribuenti interessati a rivolgersi ai giudici di pace. L`invito del ministro a stracciare gli avvisi che non interessano non può essere seguito, secondo i consumatori. «Quando infatti un cittadino – affermano Codacons, Adusbef e Federconsumatori – riceve una cartella pazza, non sapendo di cosa si tratta, cerca spiegazioni presso l`amministrazione competente oppure recandosi da un commercialista. Operazioni, queste, che richiedono tempo e denaro e che indubbiamente generano stress nell`onesto contribuente». Per questo le tre associazioni invitano tutti coloro che hanno ricevuto o riceveranno in questi giorni cartelle pazze a conservare i documenti di spesa (ad esempio le ricevute del commercialista) che hanno sostenuto «per accertare la “pazzia“ degli avvisi recapitati e con questi a rivolgersi al giudice di pace per ottenere un risarcimento danni».
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