28 Dicembre 2014

Consumatori, la Regione approva le nuove regole per erogare i contributi

Consumatori, la Regione approva le nuove regole per erogare i contributi

da Iltirreno.it

FIRENZE. Sarà più difficile d’ ora in avanti essere un’ associazione che tutela i diritti dei consumatori in Toscana. Non basterà avere un’ insegna, un telefono e un addetto. Bisognerà avere un bilancio solido, incassare non meno di 4mila euro di quote di iscrizione, trattare almeno 30 pratiche l’ anno, essere presenti minimo in 5 province su 10. Sono questi alcuni dei requisiti che la Regione impone con il nuovo regolamento appena adottato e chi non li possiede avrà tempo fino a giugno 2016 per rientrare in questi parametri. Altrimenti sarà fuori dall’ elenco regionale e quindi dai contributi. Obbligatoria l’ attività triennale Intanto la prima novità: per essere inserite nell’ albo regionale, le associazioni devono essere costituite almeno da tre anni, altrimenti non possono chiedere l’ iscrizione (né accedere ai contributi); inoltre devono essere modificata la composizione dei tre requisiti che le associazioni di consumatori “devono possedere – scrive la Regione – ai fini dell’ iscrizione: l’ effettiva rappresentanza sociale; la strutturazione regionale e decentrata sul territorio; lo svolgimento di un’ attività continuativa sul territorio regionale”. Una manifestazione del Codacons (foto d’ archivio) La rappresentanza sociale Viene introdotto, anche per le associazioni regionali, l’ obbligo del possesso dei requisiti previsti per l’ iscrizione al registro nazionale: quindi le associazioni dei consumatori in Toscana devono avere un numero di iscritti non inferiore allo 0,3 per mille della popolazione regionale e una “presenza su almeno 5 province con un numero di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille della popolazione provinciale, risultanti da adesione specifica”. Devono essere dimostrate un minimo di quote sottoscritte o comunque somme versate non inferiori al 10% del bilancio o a 4.000 euro come deve risultare dalle scritture contabili. La strutturazione regionale Il cambiamento più evidente riguarda il fatto che i 4 sportelli minimi sono parametrati si 4 province e non su 3 come in passato. Invece, per comprovare l’ atività continuativa sul territorio regionale, non si parla più di elenchi annuali degli iscritti – precisa la Regione nel nuovo regolamento – bensì di elenchi degli ultimi tre anni. Mantenere l’ iscrizione Per assicurarsi il mantenimento all’ iscrizione nel registro regionale si deve garantire: l’ apertura al pubblico dello sportello in misura non inferiore all’ 80% delle ore annuali dichiarate; il numero delle pratiche gestite nell’ anno precedente; l’ elenco delle prestazioni gratuite fornite agli utenti, anche non iscritti, come consulenze e fornitura modulistica. Una manifestazione del Codacons (foto d’ archivio) I controlli Da parte della Regione, i controlli sull’ attività di assistenza “verranno effettuate su un campione di sportelli definito in base a irregolarità riscontrate l’ anno precedente. Invece, le verifiche sui punti di assistenza – recitano le nuove disposizioni – avverranno con controlli a campione e, se avranno esito negativo, faranno sì che il punto di assistenza non venga più pubblicizzato”. I contributi: assegnazioni e revoche Le risorse a disposizione saranno distribuite in “parti uguali fra le associazioni iscritte nell’ elenco regionale” in base a un punteggio definito dal regolamento (ad esempio a ogni sportello vengono assegnati 10 punti). Interessante è vedere anche il meccanismo di cancellazione dei contributi. Infatti la Regione spiega che la “non ammissione a contributo deriva anche dalla revoca totale del contributo assegnato l’ anno precedente”. Ci possono, invece, essere ragioni di revoca parziale della somma attribuita. Mentre la revoca totale può dare adito alla cancellazione dal registro regionale delle associazioni dei consumatori.

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