6 Maggio 2005

Consumatori, la dittatura dei servizi

Consumatori, la dittatura dei servizi

Sempre più difficile trovare soluzioni ai problemi e spiegazioni. E se non paghi stop alle erogazioni

Diventa sempre più difficile per i consumatori ottenere risposte e soluzioni a dubbi e problemi, sorti a causa di disservizi, vessazioni normative, errori, raggiri o derivanti da una cattiva comprensione di fatture, bollette o contratti. Le associazioni pordenonesi che tutelano i consumatori si trovano a dover far fronte a un crescente numero di scontenti e a un`altrettanto crescente difficoltà nell`avere un ruolo di intermediazione con aziende ed enti. «I nostri interlocutori sono numeri verdi sempre occupati, call-center che ti tengono in attesa per ore – dice Laura Viotto, presidente della Federconsumatori – o, quando va bene, operatori completamente disinformati, che ti invitano a richiamare. Se non abbiamo dei contatti personali sui quali contare diventa praticamente impossibile venire a capo di questioni con Italgas ed Enel. Sino a qualche tempo fa ci erano stati messi a disposizione dei numeri privati di conciliatori della Telecom con i quali trovavamo spesso un accordo, ma ora non esistono più. Intanto le proteste per bollette pazze si moltiplicano: lo scorso anno sono state il 50\% in più. E chi decide, in mancanza di un confronto, di non pagare ciò che ritiene ingiusto si vede disattivare in breve le linee». A questo proposito, in particolare, il presidente del Codacons, Vitto Claut grida: «Vergogna. Le nuove disposizioni di legge per ottenere un tentativo di conciliazione stanno fortemente penalizzando i consumatori. Ora – spiega – in base alla direttiva de Garante n. 182 del giugno 2002 si deve presentare un ricorso per avere il tentativo di conciliazione al Corecom di Trieste, pena l`inammisibilità. Pertanto tutti i problemi sorti per esempio con Telecom e Tim, e sono tantissimi, devono essere portati nel capoluogo giuliano, con tutti i costi che ne derivano. Questa è vessazione non una promessa di soluzione». Anche a livello locale nessuna associazione di categoria si è premurata di creare un tavolo di conciliazione. «Il percorso verso la conciliazione è sempre più difficile – continua Lucia Bertagno, presidente dell`Adiconsum – e noi siamo costretti a trasformarci in un ufficio informazioni, per spiegare alla gente quello che i diretti interessati non dicono. E quando il canale per l`arbitrato è attivato, comunque, comporta tutta una procedura burocratica, per nulla snella. Per le questioni con la Telecom dobbiamo andare a Trieste, per i problemi con la Tim avviare una procedura centralizzata: contattare il nostro conciliatore a Roma e incaricarlo del caso; per quanto riguarda le assicurazioni dobbimao collegarci on line con l`Ania; per le verifiche sull`equità delle bollette del gas dobbiamo incaricare dei tecnici di Torino; mentre se intendiamo avvalerci del servizio di conciliazione della Camera di commercio è necessario chiedere al consumatore di mettere mano al portafoglio».

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