4 Febbraio 2008

Consumatori: Il governo che verrà affronti il caro-vita

All`indomani della pubblicazione dell`outlook sui consumi di Censis e Confcommercio, che rileva nel quarto trimestre del 2007 un calo allarmante del clima di fiducia degli italiani, i consumatori scendono in campo per commentare i nuovi dati. Le associazioni concordano con l`outlook nell`individuare, come cause principali della nuova ondata di pessimismo, la perdita del potere d`acquisto dei salari e l`aumento delle spese incomprimibili, quali affitto, utenze, carburante e trasporti. Ma, allo stesso tempo, puntano il dito anche contro la grande distribuzione, nonostante la Confcommercio abbia sempre respinto tali accuse. “Non c`è bisogno di questo studio per sapere che i consumi in Italia restano al palo – spiega al VELINO il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti – . Soprattutto se consideriamo che sono proprio i commercianti i responsabili del caro-vita e dell`impoverimento di milioni di consumatori. Abbiamo calcolato che, con il pretesto dell`euro, dal 2002 al 2007 le famiglie dei lavoratori dipendenti hanno dovuto sostenere una spesa di oltre 7 mila euro in termini di rincari di prezzi e tariffe”. D`accordo anche il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, che al VELINO dichiara: “Quello che sostiene la Confcommercio è condivisibile, sono mesi che diciamo che la fiducia degli italiani è sotto le suole, ma la situazione in atto è anche il frutto degli atteggiamenti del tutto anomali che la categoria dei commercianti ha portato avanti dall`ingresso dell`euro in poi. Atteggiamenti speculativi, arrotondamenti costanti dei prezzi, che oggi creano scontento e sfiducia nelle famiglie”. Una sfiducia che l`indagine di Censis e Confcommercio ha ben quantificato. Nell`ultimo trimestre del 2007, infatti, “sono aumentati i pessimisti – si legge nell`outlook – che passano dal 31,7 per cento del 2006 al 39,9 per cento dell`anno appena trascorso, con un incremento di cinque punti percentuali di coloro che prevedono di spendere meno”. E il problema, sottolinea al VELINO il vicepresidente del Codacons Gianluca D`Ascenzo, “è che la perdita di fiducia nel futuro non riguarda più solo le categorie a rischio, come i pensionati e i lavoratori flessibili, ma anche quadri e dirigenti”. Proprio per questo motivo, prosegue D`Ascenzo, “auspichiamo che, nonostante gli sforzi fatti dal governo nella Finanziaria 2008 e sebbene il quadro economico internazionale sia negativo, l`Italia esca al più presto dalla crisi politica attuale e ricominci a ragionare sui problemi veri dei cittadini. Purtroppo, i tempi della politica non sono quelli dell`economia, ma bisogna agire al più presto, perché ormai i consumatori non riescono più ad arrivare a fine mese”. Anche Lannutti e Trefiletti spingono nella stessa direzione. “Qualsiasi governo dovesse venire – spiega il presidente dell`Adusbef – dovrà mettere al centro i problemi delle famiglie, non delle corporazioni”. Perché quello che serve all`Italia, conclude il numero uno di Federconsumatori, “è un cambio radicale di politica economica, interventi di modernizzazione del paese e trasparenza del mercato. E, come aiuto immediato ai cittadini, la riduzione del carico fiscale sui redditi fissi, perché i lavoratori dipendenti oggi sono i più tartassati”.

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