Consumatori, Finanziaria bluff
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fonte:
- la Repubblica
“Gli aumenti superano gli sgravi“
ROMA – Con parole che ricalcano quelle del Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo (che ieri ha detto che l`Italia vive la fase più critica dal dopoguerra) Intesaconsumatori boccia la Finanziaria, contesta il governo e fa i conti di quanto l`esecutivo darà agli italiani con il taglio delle tasse e quanto invece si riprenderà indietro con rincari, aumenti dei bolli e balzelli vari. E il risultato, denuncia l`Intesa, è sfavorevole agli italiani. “La Finanziaria – scrive in una nota l`associazione che raggruppa Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons – promette di restituire 5,7 miliardi di sgravi fiscali“. Ma solo, aggiunge polemicamente l`Intesa, “dopo aver stangato, con aumenti, rincari e balzelli, 10,2 miliardi di euro“.
La stangata è presto calcolata. “Bolli, concessioni, aumenti di tariffe autostradali e di bollette varie (telefoniche, del gas ed elettriche), di Ici-Tarsu, Irpef ed Irap Regionali, bolli auto e concessioni“ sommati insieme arrivano a un controvalore di circa 10 miliardi di euro. Il doppio di quanto valgono gli sgravi fiscali.
Una batosta che arriva nelle tasche degli italiani “mentre la produzione industriale e i consumi crollano, l`economia ristagna, il Paese arretra e i consumatori impoveriscono“. L`Intesa punta il dito contro l`esecutivo, che ha “trascinato il Paese nella più grave crisi economica del dopoguerra“. E lo ha fatto dopo “una rapina collettiva costata 52 miliardi“. Come? Con “l`omessa vigilanza sui prezzi rincarati e raddoppiati con il pretesto dell`euro“.
Sotto accusa anche il ministro Marzano, colpevole di “continuare a professare ottimismo aspettando, da oltre tre anni, una ripresa che non ci sarà senza un`inversione di tendenza per far ripartire i consumi, motore primario dell`economia“. Le scommesse di Marzano, scrive l`Intesa sono “come il 53 sulla ruota di Venezia…non hanno alcuna probabilità statistica di avverarsi“.
E` lunga la lista delle inadempienze dell`esecutivo secondo l`Intesa. Se “il governo non punisce gli evasori al posto di promuovere i furbi con i condoni, con gli scudi fiscali, se non si combattono i cartelli bancari e assicurativi e i monopoli petroliferi, elettrici e del gas, se non si promuove ricerca, innovazione e modernizzazione del Paese, se non si approva una riforma radicale del risparmio sottraendo i privilegi alla Banca d`Italia e alle oligarchie finanziarie aumentando i poteri dell`Antitrust, l`economia del 2005 – spiega Intesaconsumatori – sarà ancora peggiore del 2004 e i consumi… continueranno a marciare a passo di gambero“.
Consumi in picchiata insomma, nonostante lo sforzo del governo, accusa l`Intesa, di far passare la ripresa dell`economia sull`indebitamento costante e progressivo delle famiglie. Indebitamenti pagati a caro prezzo. Un esempio? “Con l`estensione della cessione del quinto dello stipendio ai lavoratori privati al tasso del 30% per i prestiti sotto i 5.000 euro“.
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