Consumatori e gestori chiedono misure e minacciano scioperi
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
In una settimana il pieno di un`automobile di cilindrata medio-grande è aumentato di 2,5 euro
Consumatori e gestori chiedono misure e minacciano scioperi. I petrolieri: il greggio crescerà ancora
ROMA I prezzi dei carburanti sono alle stelle e per un pieno di un`auto di medio-grande cilindrata gli automobilisti italiani, solo nell`ultima settimana, hanno dovuto mettere in conto circa 2,5 euro in più. Vale a dire 5 mila lire del vecchio conio.
Un litro di verde è passata infatti, nella gran parte dei distributori italiani, da 1,199 euro dello scorso week end alle attuali 1,249 euro mentre un litro di diesel è rincarato da 1,088 a 1,138 euro al litro. E mentre i consumatori del Codacons annunciano uno sciopero dei consumi «se non si troveranno soluzioni», i riflettori si puntano sul governo. Da più parti si torna infatti ad auspicare una mossa dell`esecutivo per contenere l`emergenza caro-carburanti che, se non dovesse rientrare, rischia di pesare non solo sulle tasche degli automobilisti, ma sull`intera economia. A cominciare dall`inflazione considerando che un aumento, su base mensile, di di 0,036 euro dei prezzi al consumo al litro è in grado di muovere – secondo gli esperti – l`indice sui prezzi dello 0,1%.
Di certo c`è comunque che in base al meccanismo di aumento dell`Iva all`aumentare dei prezzi della materia prima, il gettito dai carburanti per le casse dello Stato aumenta. Un dato che spinge da più parti – consumatori e sindacati in prima linea – a rilanciare lo strumento fiscale come «chiave» per affrontare l`emergenza, senza peraltro incidere sulle entrate. E, anche dai gestori che proprio nelle scorse settimane hanno preannunciato la possibilità di una loro serrata contro il caro pieno, arriva lo stesso invito.
Secondo i petrolieri italiani, il caro petrolio non sembrerebbe destinato a rientrare e difficilmente si tornerà a quella situazione di stabilità in cui si sperava solo fino a un anno fa. Previsto anzi un «un robusto innalzamento delle quotazioni» nelle loro stime per i prossimi anni. Se solo un anno fa si «assumeva come ipotesi di base per gli anni a venire, una stabilità in termini costanti delle quotazioni intorno ai 24-28 dollari al barile, quest`anno si sono assunti valori compresi tra i 33 ed i 40 dollari al barile fino al 2020», si legge nelle nuove previsioni dell`Unione petrolifera sulla domanda italiana da qui ai prossimi 15 anni (le precedenti stime arrivano al 2010). Una nuova forchetta superiore quindi di 8-12 dollari rispetto alla precedente.
L`Italia che oggi dipende per circa l`80% dall`oro nero, dovrebbe comunque usarne sempre di meno nei prossimi anni. Ma l`utilizzo dell`oro nero – a cui oggi l`Italia è legata per gran parte del proprio fabbisogno energetico – è destinato a continuare a dar filo da torcere sul fronte dei prezzi, importanti novità ci sono nel suo utilizzo. L`impiego del petrolio continuerà a calare. Dal 45,6% del 2004 – scrive l`Unione petrolifera nelle sue previsioni – al 37,5% nel 2015 ed al 36,4% nel 2020. E lascerà progressivamente – proseguendo una tendenza già inaugurata da tempo – al gas: quest`ultimo già nel 2013 – scrive l`Up – dovrebbe infatti diventare la fonte «principale con un concorso del 50,1% alla copertura della domanda complessiva di energia».
E intanto l`Italia a quattro ruote si prepara al «sorpasso» delle auto a gasolio su quelle a benzina. Il superamento del parco circolante a benzina da parte di quello diesel è infatti previsto tra 15 anni, nel 2020, quando – si legge nelle nuove previsioni dell`Unione Petrolifera Italiana – le vetture a verde scenderanno a quota 13,850 milioni di unità contro una crescita a 14,1 milioni di quelle a gasolio.
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